Un cocktail chiamato Cardinale


Crocevia internazionale e architrave della cultura del cocktail, l’ORVM Bar, situato all’interno dell’hotel Excelsior di Roma, ora The Westin Excelsior Rome, è a tutt’oggi un punto di riferimento fondamentale della Capitale.

E’ proprio in questo bar che negli anni ‘50 nacque un cocktail, destinato a diventare uno dei drink più rappresentativi della Dolce Vita romana e un’icona del bere miscelato nel mondo: il Cardinale.

Tutto cominciò  nel 1937 quando a Roma s’inaugurava l’apertura degli studi cinematografici di Cinecittà. Con i primi kolossal americani come Quo Vadis? e Ben Hur la città conobbe un vero e proprio boom, grazie anche alla voglia di rinascita e al fermento postbellico.

Molte major cinematografiche americane e internazionali venivano in visita e concludevano affari nella Città Eterna, più animata e ammaliatrice che mai.

Così, tra un business e un film, la cultura del cocktail entrò prepotente nelle abitudini dei romani, divenendo in poco tempo una delle consumazioni più innovative e richieste. Si prediligevano ovviamente luoghi con barman professionisti, avvezzi a trattare con l’esigente clientela internazionale.

Contemporaneamente, grazie al suo carattere cosmopolita e facilitato dalla vicinanza con l’Ambasciata Americana, l’Excelsior si impose nel panorama dell’hotellerie internazionale e locale, diventando passerella naturale del buon vivere e della Hollywood dell’epoca. Ebbe inizio così “La Dolce Vita”.

Tutti frequentavano Via Veneto e l’Excelsior, lasciandosi coccolare da Raimondo, capobarman e figura di spicco del bartending romano.

Raimondo, figura emblematica dotata di grande stile e garbo, istituzionalizzò la nuova figura dello “Chef de Bar” che, nella persona di Nino Casamassima, si occupava di preparare i cocktail dal vivo su un carrellino, in modo che tutti gli ospiti potessero seguirne ammirati la preparazione e i vari passaggi.

L’operazione fu un tale successo che il bar dell’Excelsior divenne il punto di riferimento della nobiltà romana e di alti prelati. Tra questi, il cardinale tedesco Schumann, grande estimatore del Riesling della Mosella.

Il cardinale solitamente si faceva preparare dal barman un aperitivo rivisitato. In un bicchiere da vino con qualche cubetto di ghiaccio, versava del gin, bitter Campari e vino Riesling della Mosella, e, per dare un tocco di speziatura al drink, faceva aggiungere due chiodi di garofano, cannella e buccia di limone.

Un giorno, Raimondo suggerì al cardinale di modificare la ricetta del suo aperitivo. Sua Eminenza accettò e Raimondo gli preparò una versione personalizzata e del tutto inedita del famoso Negroni, sostituendo il vermouth rosso con il vermouth dry, lasciando solo la buccia di limone. Come tutte le cose che fanno scuola e proseliti diventando indelebili nella storia, il “Cardinale” nacque quasi per caso in un contesto irripetibile come quello romano degli anni ’50, dove tutto era dettato dal glamour e dal divismo.

Il cocktail rivisitato fu talmente apprezzato da diffondersi oltre le soffuse e lussuose atmosfere del bar dell’Excelsior, imponendosi in tutti i locali di via Veneto, con echi oltreoceano. In molti sostengono che probabilmente il nome del cocktail derivi non solo dal prelato che per primo lo ordinò, ma anche dal colore particolare, rosso come l’abito cardinalizio.

Oggi come allora, tutto il team dell’ORVM Bar composto da Luca di Francia, Matteo Catalano, Angelo Donalloia (Presidente Nazionale AIBES), Daniele De Santis e Francesco Di Carlo, è orgoglioso di riproporre la prima preparazione di questo cocktail risalente ad un ricettario degli anni ‘50 con i seguenti ingredienti:

 

Cocktail Cardinale

3/6 dry gin

2/6 di enolito di Riesling

1/6 di bitter Campari

Preparato nel mixing glass con lemon peel.

Rievocando quel momento storico, il Team dell’ORVM Bar offre all’ospite l’esperienza della preparazione dal vivo, eseguendola al tavolo direttamente sullo speciale carrello da cocktail.

Oltre al Cardinale classico, l’ORVM Bar offre una variante di 6 versioni differenti, utilizzando delle essenze e profumazioni personalizzate che “vestono” questo cocktail in base ai gusti dei clienti.

Non si può essere un buon barman se non c’è un buon bar dove poter operare, un buon drink da preparare e un buon cliente da sapere ascoltare…

 Happy mixing!

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