Capsule mania

tappi libertyCapsule – Plaques de Muselets – Plaques  de Cava, per i collezionisti o addetti ai lavori si intendono quei lamierini posti sulla calotta dei tappi di sughero fermati ai collarini delle bottiglie (di spumanti, champagne e cava) a mezzo di gabbiette in filo d’acciaio.

La nascita ufficiale della capsula risale a oltre 170 anni fa, più precisamente il 15 novembre 1844, giorno in cui il Signor Adolphe Jacquesson, produttore di champagne di Châlon-sur-Marne, depositò il brevetto attestante la sua invenzione.

Con un salto di oltre un secolo e mezzo il 15 e il 16 marzo 1997, a Roma si è svolta la “1^ Mostra Tematica delle Capsule, Etichette e Filatelia”, dove per la prima volta in Italia capsule di spumante (italiano), di champagne (francese) e di cava (spagnolo), si sono proposte come categoria collezionistica.

Visto il successo e l’interesse suscitato dalla manifestazione, un ristretto numero di persone che coltivavano singolarmente la passione per le capsule (dette anche cappellotti, tappini o scudi), decisero di fondare una associazione, che battezzarono “Club Collezionisti Capsule”, con sede a Roma.

Dopo analitiche ed approfondite ricerche, sulla falsariga di analoghe pubblicazioni francesi e spagnole, è stato redatto, a cura di Renato Procacci, Presidente del CCC, con l’ausilio di alcuni soci fondatori del Club, il “Catalogo delle Capsule Italiane di Spumanti e Vini Frizzanti”, pubblicato dalla Casa Editrice AGRA S.r.l. Il volume è diventato rapidamente strumento indispensabile per la catalogazione organica e per la giusta valutazione economica delle capsule.  Tappo4

Superata la prima fase di apprendistato collezionistico, la capsula è diventata anche veicolo di promozione pubblicitaria, difatti la maggior parte dei produttori di spumanti, vini frizzanti, champagne e cava, differenziano fraquentemente la colorazione, il logo e/o l’immagine in essa raffigurata. Alcune aziende francesi e spagnole contano decine di tipologie grafiche e dimensionali. Un esempio significativo è dato dalla Moët et Chandon che ne cataloga oltre 250.

Va ricordato che in Francia, a Vertus, a pochi chilometri da Reims, capoluogo della Regione Champagne-Ardennes, ogni anno all’ 11 novembre si svolge la manifestazione più importante del Mondo di borsa-scambio di capsule, alla quale partecipano non meno di 3.000 persone. In Spagna, in Cataluña, regione del Penedes, si promuovono, a cadenza settimanale, incontri-scambio, detti Trobada.

Il Club Collezionisti Capsule in questi anni ha fatto proseliti ed ha implementato considerevolmente i soci iscritti. Ha organizzato incontri e mostre in tutta Italia, ha partecipato a numerosi saloni multitematici, fiere, manifestazioni, convegni di notevole risonanza. berlcofanetto

Trimestralmente il CCC invia ai soci un notiziario riguardante novità, ritrovamenti, manifestazioni, dibattiti e curiosità varie.

www.clubcollezionisticapsule.it/‎

 

 

Breve storia della gabbietta

a9Quando all’epoca di Dom Perignon si scoprì il modo per far prendere spuma al vino di Champagne, le bottiglie erano tappate con cavicchi di legno coperti di stoppa imbevuta d’olio e poi sigillati con la cera. Ben presto ci si rese conto che tale sistema di tappatura non era sufficiente per trattenere la pressione del gas del vino ed impedire che le bottiglie scoppiassero. Si ebbe allora l’idea di utilizzare dei tappi in sughero per chiudere le bottiglie, ma si dovette ben presto imbrigliare rigidamente i tappi perché non saltassero sotto la pressione del gas naturale del vino di Champagne. E’ così che si ricorse alla cordicella di canapa per trattenere il tappo sulle bottiglie.

Tale fissaggio del tappo con una o due cordicelle incrociate era comunque precario. Per maggiore sicurezza alcuni negozianti completavano la legatura con fili di ferro attorcigliati. Tuttavia questo fissaggio metallico presentava delle difficoltà al momento di stappare le bottiglie ed era necessario usare una pinza speciale od un piccolo gancio per tagliare il filo di ferro.

Si cercò quindi di perfezionare il filo di ferro preformandolo. Era nata la gabbietta. La gabbietta “la rapida” è certamente una delle primissime gabbiette che fissavano con una macchina utilizzando sempre una pinza per la legatura per attorcigliare i fili della gabbietta.

Le prime gabbiette risalgono al 1881.

All’inizio del secolo venivano fabbricate delle gabbiette molto semplici a tre o quattro braccia con un piccolo foro al centro. Tali gabbiette venivano fissate direttamente sul tappo o talvolta con una piccola placca di stagno posta tra la gabbietta e la parte superiore del tappo. In seguito si fece largo l’idea di utilizzare una placca preformata e concava di ferro bianco, liscia o con inciso il nome “CHAMPAGNE”. Tale placchetta consentiva di coprire meglio il tappo e di renderlo più bello. E’ così che la forma della gabbietta subì la sua evoluzione e che il piccolo foro centrale fece posto ad un foro rotondo più grande nel quale veniva fissata la placca. La gabbietta si sarebbe ancora perfezionata sino a raggiungere la sua forma attuale.

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