Milano da bere… Roma da mangiare

slideshow_menu_02Roma forse “rosica” perché dopo l’Expo Milano sarebbe diventata una delle città locomotiva d’Europa piazzandosi addirittura al secondo posto nella speciale classifica del Sole24 ore sulla qualità della vità nei centri italiani. Oltretutto, si sa, i luoghi comuni sono duri a morire… Molti continuano infatti a contrapporre la capitale politica a quella che, con un pizzico di supponenza, si è sempre attribuita il primato morale d’Italia. Roma d’altronde, dal suo punto di vista un po’ provinciale, guarda con ammirazione Milano e al suo dinamismo mentre il capoluogo lumbard, avvolto in un bianco e nero mitteleuropeo, coglie nella romanità una joie de vivre ed una solarità tipicamente mediterranea.

slideshow_osteria_05Siamo convinti che il ritornello molto anni ‘80 dei due diversi stili di vita – l’uno improntato al produttivismo e all’affermazione sociale, l’altro più incline ai ritmi slow e ad una maggiore immediatezza dei rapporti umani – resti sempre divertente per quanto scontato. Eppure a Milano esiste un posto dove tutti i pregiudizi e clichè magicamente si ricompongono per lasciar spazio ad un clima di sincera convivialità, caldo e colorito, in cui tutti i Boldi e De Sica (che nella vita hanno litigato per davvero) si ritrovano d’accordo di fronte ad un fumante piatto di bucatini all’amatriciana.

Stiamo parlando di Giulio Pane e Ojo, un angolo sincero di Roma a Milano. In questa tipica trattoria che non a caso sorge nei pressi di Porta Romana, milanesi e romani condividono in un ambiente rustico e accogliente i sapori ed i profumi più tipici della cucina der Cupolone. E’ qui che assistiti dal simpatico e schietto titolare David, nipote di nonno Giulio, si possono mangiare non solo i bucatini all’amatriciana ma anche i lombrichelli all’etrusca, gli spaghetti cacio e pepe, i bombolotti alla gricia e i rigatoni con la pajata.

Nel solco della romanità più pura il menù dei secondi mostra la coda alla vaccinara, l’abbacchio al forno, la trippa alla romana, piatti che per la loro robustezza si addicono al clima rigido dei lunghi inverni trascorsi all’ombra della Madunina. Anche se quest’anno il freddo sembra mancare all’appuntamento.

C5CD1495Non si può lasciare il locale senza aver assaggiato le mitiche e  imperdibili crostate di albicocche e di visciole. La cantina è ampia, con ricca selezione di rossi anche dei Castelli laziali. Seduti da Giulio pane e ojo viene subito da pensare “semo proprio a Roma”, anche se l’unica nota milanese di questo vivace ristorante sono i doppi turni e le liste d’attesa che certo non sembrano turbare gli avventori, visto che le due sale e la dependance che si apre nel cortile interno registrano puntualmente il tutto esaurito. Questo per merito del patron, dei prezzi contenuti e della qualità della cucina, sicuramente da provare.

Giulio Pane e Ojo – Via Muratori, 10 – Tel. 025456189. Milano

www.giuliopaneojo.com

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