Il mercato rionale: core de Roma

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“Ch’er mercoledì a mmercato, ggente mie, sce siino ferravecchi e scatolari, rigattieri, spazzini, bbicchierari, stracciaroli e ttant’antre marcanzie, nun c’è ggnente da dì” (…)

(Er mercato di Piazza Navona, 20 marzo 1834)

Rimava così Giuseppe Gioacchino Belli, grande poeta romanesco, dedicando una bella poesia al mercato che a quell’epoca si teneva ogni mercoledì in piazza Navona. Il mercato: uno dei luoghi culto della romanità, il ritrovo del popolo per antonomasia, dove si facevano acquisti, si contrattava, si discuteva e, soprattutto, si faceva pettegolezzo. Dove i soliti piazzaroli allestivano i propri banchi per vendere merci di ogni tipo, dall’agroalimentare alle stoviglie, ai tessuti. Una tradizione che perdura, oggi come allora, e che si ripete come un rito sacro ogni mattina nei principali rioni della città. Un esempio, anche laddove scale mobili e strutture all’avanguardia hanno soppiantato i tendoni e gli allestimenti improvvisati in mezzo alla strada, dell’eterno spirito popolare romanesco: da vivere in tutti i quartieri di Roma.

> Campo de’ Fiori
È riconosciuto, da turisti e residenti, come il mercato più caratteristico di Roma. Ad esso, nel 1943, il regista Mario Bonnard dedicava persino un film (Campo de’ Fiori, appunto) in cui Aldo Fabrizi, pesciarolo bonaccione, tentava con patetici e costosi stratagemmi di conquistare un ricca signora, per poi finire sconsolato tra le braccia della sua vicina di banco, una verace Anna Magnani, nel ruolo della fruttivendola Elide. Il mercato si tiene tutt’oggi ogni mattina nella piazza dominata dalla statua bronzea di Giordano Bruno e vanta i migliori banchi di primizie, erbe, spezie e prodotti dell’orto: qui si possono trovare, infatti, le splendide composizioni floreali di Stefano Fulvi, le pregiate spezie da tutto il mondo di Mauro Berardi e le rare erbe aromatiche di Claudio Zampa, soprannominato “Bulgari” per i suoi prezzi da gioielleria di lusso.

> Celio
Un mercatino delizioso (cinque banchi in tutto) è quello dei SS Quattro, circondato da alcune fra le chiese più belle e antiche di Roma, come S. Stefano Rotondo, San Clemente e la Chiesa dei SS Quattro Coronati a cui deve il nome. Ampio l’assortimento dei prodotti ortofrutticoli pregiati che profumano l’aria con il loro aroma: frutta esotica e di bosco (le migliori fragoline di Nemi) ed erbette fresche.

> Trastevere
Dopo Campo de’ Fiori, c’è solo un’altra zona a Roma dove respirare aria di autentica romanità: Trastevere. Il mercato di piazza San Cosimato è, infatti, una delle realtà più tradizionali e veraci del panorama capitolino, luogo di ritrovo (ogni mattina eccetto la domenica), di residenti e turisti in cerca di tipicità. I banchi annoverano principalmente prodotti agroalimentari, selezionati su tutto il territorio nazionale, ma con un indiscusso occhio di riguardo per la produzione locale che annovera, secondo stagione, puntarelle, broccoli, misticanza, carciofi, fave. Immancabili le frattaglie e le carni (chez Alfredo), ma anche il pescato del litorale di Mohammed e i formaggi tradizionali di Emiliano.

> Ponte Milvio
Un tempo era uno dei mercati all’aperto più colorati e caratteristici della città, ma dal 2009 è stato “nobilitato” traslocando in una nuova area al coperto su più piani in via Riano. Il risultato finale abbina ora l’informalità e la filiera corta tipica dei banchi all’aperto con le comodità di un moderno centro commerciale (tra le quali anche un pratico parcheggio interno). Da non perdere, il banco di prodotti tipici sardi – pecorino, pane carasau, vini e seadas – il pescato freschissimo dello storico banco della famiglia Di Giuseppe, le carni di Artibani e la frutta e la verdura di Manfrini Fruits.

> Parioli
Il quartiere impone un certo bon ton e il mercato di viale Parioli si distingue proprio per la sua raffinatezza: pochi banchi, rigorosamente al coperto e allestiti a mo’ di negozi, dove passeggiare in tranquillità e fare acquisti gourmet. La scelta spazia dal pescato fresco di Fiumicino selezionato dalla famiglia Savini, ai migliori tagli di carni nostrane e danesi, fino alle fragranti verdure e frutta provenienti da tutto il territorio nazionale. Ovviamente, non potevano mancare i fiori freschi, disponibili anche in splendide composizioni al banco del signor Massimo.

> Trionfale
C’è voluto qualche anno di lavori per ottenere l’attuale risultato: un gigantesco mercato al coperto dove trovare tutto, ma proprio tutto, ciò di cui si ha bisogno. Una soluzione davvero all’avanguardia – c’è persino il sito web www.mercatotrionfale.it – per i propri acquisti gourmet: dai formaggi di fossa del banco 124 di Bruno, agli ortaggi nazionali più pregiati – come carciofo di Sezze, zucchine di Terracina e cipolle di Tropea – del banco 141 (da Gaetano), fino al pescato fresco proveniente da Anzio, Civitavecchia e Fiumicino del banco 25 del patron Tommaso. Il mercato è aperto tutti i giorni (eccetto la domenica) e martedì e venerdì anche il pomeriggio con orario continuato fino alle 19.

> Gregorio VII
Piccolo e familiare, il mercato all’aperto di via San Silverio è una meta di fiducia per i residenti della zona, ma anche per chi è in cerca di prodotti di qualità. Qui si possono trovare, infatti, autentiche rarità come la patata di Leonessa, i carciofi di Ladispoli, i cardi, le fragole di Terracina (ai banchi di Loredana e Marco e di Marco e Alì), ma anche la bufala di Paestum e il vero prosciutto di Norcia (al banco della signora Pina e marito), il pescato fresco di Porto Santo Stefano (dalla famiglia Bezziccheri, capeggiata da Fausto, la moglie Luigina e le due belle e simpatiche figlie) nonché il quinto quarto, da Stefano.

> Monteverde
Chi è attento ai prezzi ma non rinuncia alla qualità può recarsi al mercato di piazza San Giovanni di Dio a Monteverde Nuovo, affollatissimo specie a mattino inoltrato, per fare una spesa “intelligente” soprattutto di prodotti ortofrutticoli della campagna romana, disponibili, tra gli altri, presso il banco di Fabrizio e di Manuela.

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> Monti
Nel pittoresco rione Monti, l’appuntamento con la tradizione è ogni mattina (eccetto la domenica) in via Baccina, nel piccolo ma ben fornito mercato al coperto. Qui, prodotti stagionali freschi e di qualità, come le carni nazionali del box 27 di Karim, le verdure e la frutta fresca del box 11 di Maurizio e le profumate erbe aromatiche del box 14 del giovane e simpatico Lorenzo.

> Circo Massimo
Il mercato del weekend di via di San Teodoro rientra nel progetto dei farmer’s market lanciato qualche anno fa dalla Coldiretti. Sui banchi, solo prodotti del territorio laziale, frutto di piccole produzioni artigianali e biologiche locali: carni di animali allevati allo stato brado, uova da allevamento a terra, legumi dell’Alto Lazio, castagne e nocciole dei Monti Cimini, formaggi e salumi presidio Slow Food, farine integrali e pani Dop.

> Esquilino
La nuova struttura al chiuso in via Principe Amedeo ha conferito allo storico mercato all’aperto di piazza Vittorio una allure decisamente più sofisticata e cosmopolita. Il piacere di aggirarsi tra questi banchi è, infatti, tutto nella poliedricità di profumi, sensazioni e colori che sono in grado di evocare, felice esito di un quartiere sempre più multietnico. Spezie aromatiche e sgargianti, verdure e frutti esotici, carni macellate alla maniera halal, dialogano armonicamente con formaggi, salumi e pescato nostrano (ottimi i banchi ittici di Mara e Toto, specializzato in frutti di mare, e quello dei “Rosci”) in un affascinante tour delle meraviglie gastronomiche del mondo.

> Pinciano
La sede di questo storico mercato coperto in ferro e vetro è in piazza Alessandria, all’interno di un edificio del primo ‘900. Pochi banchi popolano le sale di questo fabbricato, tutti caratterizzati da un’offerta davvero selezionata e di qualità, incentrata principalmente sul settore agroalimentare: tra i prodotti più rinomati, la frutta e la verdura nazionale, con ampia scelta di varietà Dop e Igp, i funghi e frutti di bosco (da Elena e Stefania), il pescato del litorale Tirreno (di Aristide e Massimiliano) e le carni nazionali certificate. Completano la spesa, gli indispensabili in cucina come carta e strofinacci e le decorazioni floreali.

Casilino
Siamo al Pigneto, l’ultimo ritrovato, tra i quartieri popolari capitolini, come meta di cultura e di divertimento serale. Qui il mercato è una vera tradizione e lo dimostra ogni mattina (eccetto la domenica) la congrega di bancarelle che popola l’area pedonale di via del Pigneto, dove trovare solo prodotti laziali tipici e di qualità: frutta e verdura di Genzano, nonché mozzarelle di bufala di Fondi al banco enorme di Giovanni, pescato locale giornaliero, carni biologiche, formaggi e salumi di Norcia.

> Centocelle
Anche qui, la modernità ha lasciato il segno e la storica sede di piazza dei Mirti è stata soppiantata dalla nuova struttura al coperto in viale della Primavera, facilitata da scale mobili e parcheggio interno. Per fortuna, la materia prima dei banchi non è cambiata e accanto a prodotti nazionali e non, si possono trovare, ogni mattina della settimana, verdure e frutta della tradizione – cicoria laziale, misticanza, gentilina, fragole di Terracina – e formaggi tipici come pecorino romano e ricotta.

> Cinecittà
Quello di largo Appio Claudio è un autentico mercato popolare, sebbene “nobilitato” dalla posizione privilegiata in un’area coperta. Il suo fascino è tutto nell’onestà dei prezzi e nella tipicità dei prodotti offerti, rigorosamente provenienti da piccole produzioni locali a filiera cortissima. Immancabili gli ortaggi laziali, come pure il fragrante pescato di Anzio, cui si aggiungono la pasta all’uovo fresca, le carni selezionate, l’olio e il vino del territorio, per una spesa golosa e davvero conveniente.

> Testaccio
Ci troviamo in largo Giovanni Battista Marzi dove, tutti i weekend con orario continuato dalle 9 alle 19, ricorre l’appuntamento con il mercato biologico al coperto. Peculiarità di questo mercato è infatti la filiera corta e il km zero, per cui si possono trovare solo prodotti di artigiani locali a base di materie prime selezionate. Ricorrono, tra i banchi, piccole produzioni tradizionali come il caciofiore della campagna romana, il pecorino, ma anche ortaggi tipici del territorio laziale, come il carciofo romanesco, il carnevalino romanesco (rara varietà di broccolo), le cicerchie, il fagiolo ciavattino e le lenticchie dell’Alta Tuscia. Personaggi conosciutissimi del mercato sono Maurizio Mastroianni (cugino del celebre attore), tenutario di uno dei tanti banchi del pesce, il “Pomodoraro” Carmelo D’Agostino, uno dei massimi esperti della vermiglia bacca, e Felice Nicolai del banco macelleria (il mercato è in fase di trasloco in via Galvani).

> Garbatella
Il quartiere è negli ultimi anni letteralmente rinato – merito soprattutto della fiction “I Cesaroni” che qui era ambientata, inducendo frotte di turisti a visitarlo – ma certe abitudini non si perdono, come quelle del mercato popolare di via R. Raimondi Garibaldi, a pochi passi da piazza S. Eurosia, aperto ogni mattina eccetto la domenica. Poche bancarelle ma tutte di fiducia dove trovare gli ingredienti irrinunciabili della cucina romanesca verace: il quinto quarto del banco di Augusto D’Apollonio (garantite ogni martedì cervella, animelle, trippa e coda), le primizie di Fondi di Marco Stravato e le erbe aromatiche del banco di Fabio.

di Flavia Rendina
(Pubblicato su Marzo/Aprile 2012)

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