Filosofia

Mangiare bene a Roma, possiamo dirlo con oggettività di giudizio, è una regola con poche eccezioni e la costante crescita qualitativa registrata negli ultimi anni ne è l’innegabile riprova. Basta accendere la tv o sfogliare le pagine delle maggiori guide culinarie, tabloid e magazine di settore per accorgersi di una diffusa passione per l’edonismo a tavola, suggellata dall’exploit dei ristoranti capitolini, recensiti talvolta con valutazioni che sfiorano l’eccellenza. Un esempio su tutti è La Pergola del Rome Cavalieri, regno dello chef bavarese Heinz Beck, che ha conquistato le mitiche 3 stelle Michelin. A livello alto, l’arrivo in città di superchef come Fulvio Pierangelini, Alfonso Iaccarino, Oliver Glowig, Fabio Ciervo e Danilo Ciavattini segnala Roma come indiscussa capitale gastronomica e centro d’eccellenza della penisola golosa.

Heinz-Beck

Ma non si brilla si sole stelle, nel firmamento di Roma splendono anche altri astri e corpi luminosi… Accanto ai ristoranti più blasonati, ecco infatti una folta schiera di ristoranti e trattorie che hanno fatto della qualità la formula vincente del successo di pubblico e di critica in un’ottica finalmente europea, che segna una netta linea spartiacque con il passato. La stessa cucina romana della tradizione sembra aver ritrovato la propria forma migliore grazie ad un’offerta più ampia e di livello e all’avvento delle cosiddette “trattorie moderne”,  figlie della bistronomie.
Così le cucine etnica e fusion non generano confusione a spese dell’identità culturale del paese ospite, ma al contrario danno della città un’immagine veramente moderna, da “villaggio globale” senza più frontiere.

Questo quadro d’insieme, che ritrae una realtà assai vivace, rappresenta la confortante conclusione a cui il team di AROMA è giunta lasciandosi guidare dalla gola e dalla curiosità per una cultura integrata della “civiltà del mangiare”. Non mancano, ovviamente, esempi poco edificanti di improvvisazione o di inadeguata professionalità, che comportano il rischio concreto di lasciare il tavolo insoddisfatti, magari pagando conti salati solo perché la classica macchina furbesca sempre in agguato ha fatto scattare la sua trappola.

Non è ad essi che questa rivista desidera rivolgere la propria attenzione. Non è infatti nello spirito di AROMA mettere in guardia sui luoghi da evitare, facendosi carico di un compito che non le appartiene per una precisa scelta editoriale. Lo scopo che ci siamo prefissi è molto più pratico e costruttivo: mettere a disposizione del lettore tutta la nostra esperienza, frutto di anni di visite ai ristoranti e indagini culinarie per rispondere fattivamente alla domanda: “Dove andiamo a mangiare stasera?” e sussurrare all’orecchio di chi voglia ascoltarci, come una confidenza fatta ad un amico, quei buoni indirizzi che abbiamo avuto modo di conoscere durante le nostre puntate gastronomiche e che meritano di essere segnati in agenda.

Così, anche ora che la rivista cartacea, dopo otto anni di attività, ha deciso di trasferire i propri contenuti sul web, AROMA resta un puro e semplice strumento di piacere e una sorta di bussola non solo culinaria (tutto ciò che fa da cornice al gusto della buona tavola è per noi un complemento essenziale) ai buongustai della capitale per orientarsi nel fitto panorama di ristoranti, che a Roma sono più numerosi delle chiese e dei monumenti. Nel nostro monitoraggio abbiamo operato una selezione accurata che abbracciasse la più ampia varietà possibile affidandoci alla nostra esclusiva e discrezionale sintesi di giudizio. Dal ristorante di lusso, alfiere dell’alta cucina, alla trattoria tipica che resta tenacemente fedele alla tradizione fino ad arrivare a quei locali di fascia media che dimostrano, con un fermo impegno proteso al miglioramento, di costituire la vera dorsale della ristorazione cittadina.

Tutti sono degni di nota e, in virtù dei valori da noi collaudati personalmente – senza però esprimere votazioni o freddi punteggi aritmetici, coerentemente alla critica positiva che ci è propria – capaci di incontrare il gradimento dei lettori. A loro, va da sé, spetta l’ultima parola e pertanto preghiamo fin d’ora chi accetterà di seguire le nostre indicazioni di scriverci per farci sapere le proprie impressioni ed anche, perché no? eventuali pareri discordanti. Soltanto con il contributo di tutti, non è retorica, siamo sicuri di poter migliorare il nostro prodotto.

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