Azienda Conti Formentini

Un fazzoletto di terra sul lembo estremo della regione più a nord-est d’Italia: il Collio rappresenta fieramente la tradizione di grandi bianchi, forti, robusti, minerali che ricordano la roccia del terreno da cui provengono. Vini di confine, a metà tra i toni caldi e gentili tipici dell’Italia e la spigolosità graffiante dei vini sloveni. Molte aziende friulane infatti hanno tanti vigneti anche in terra slovena.

I vitigni coltivati sono per lo più di origine francese come Pinot Grigio, Sauvignon, Pinot Nero e Pinot Bianco, ci sono però anche gli autoctoni come il Picolit, il Refosco, la Ribolla, la Malvasia Istriana, quello che una volta era il Tocai friulano (oggi solo Friulano) e in minima parte il Corvino e Pignolo, a bacca rossa. Conti Formentini è una azienda con una storia antichissima, la famiglia Formentini abita tuttora nel castello del XVI sec. situato proprio di fronte alle cantine.

Oggi si può parlare di tradizionale tipicità riferendosi a quelle che sono le qualità più caratteristiche dei vini del Collio. La costante ricerca ha aiutato a mediare tra l’attenzione al “terroir”, proprio come lo intendono i francesi, cioè non solo il territorio vero e proprio ma anche il clima, le persone che camminano in mezzo ai vigneti e sono parte del mondo-vino, e le pratiche di cantina, le meno invasive possibili, per far esprimere al meglio il frutto e dare più carattere al prodotto. Per raggiungere il meglio ci vuole sperimentazione anche nelle tecniche di vinificazione stando attenti alle temperature per esaltare i profumi, cercando le colline più esposte al sole. Il progetto del 2010 comprende una profonda riforma aziendale, dalla qualità dei vini sempre in evoluzione, al packaging, alla comunicazione. Un nuovo logo, dai caratteri essenziali, che rappresenta una visione dall’alto dei vigneti, e una panoramica frontale dei merli dello storico castello.

Il nuovo assortimento prevede due linee di prodotto: la selezione Collio con i monovitigni tipici quali la Ribolla Gialla, il Sauvignon e il Friulano. Tutti e tre i vini hanno nomi di fantasia: la Ribolla si chiama Raiade da “raggio di sole” in dialetto friulano, e vuole dare risalto al concetto che a fare questo vino è proprio il sole che fa maturare le uve rendendole color oro. Il frutto infatti in questo caso viene raccolto un po’ dopo, con un principio di surmaturazione per dare una concentrazione di zuccheri più alta. Il risultato è un vino dai profumi sapidi e minerali.

E infine il principale protagonista di una storia ingarbugliata e sofferta: il Friulano con l’etichetta Friulana “parlare in friulano”. Il vestito scelto per l’occasione è di color verde a ricordare le colline all’orizzonte che segnano il confine. A completare la gamma c’è anche la linea dei Classici del Collio con i tre vini emblematici di questo territorio, Chardonnay, Pinot Grigio e Cabernet Franc. Poesia e concretezza di intenti raccontano un sogno fatto di uomini e natura, a suggellare il legame indissolubile che li unisce.
www.gruppoitalianovini.it

(pubblicato su Aroma di maggio/giugno 2010)

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