Romanée Conti, il vino impossibile


romané contiIl più famoso ed ambito vino al mondo: Romanée-Conti, un nome favoloso che incute rispetto ma suscita anche irresistibile curiosità in ogni angolo del pianeta. Sogno possibile solo per pochissimi privilegiati, eccellenza tra le eccellenze, la Romanée-Conti nasce in poco più di un ettaro di terra nel cuore della Borgogna, a Vosne-Romanée nella Côte d’Or. Su un pendìo, a circa 270 mt di altitudine, baciati dal sole di sud-est, si trovano filari di Pinot Nero, allineati su un terreno calcareo in cui sono presenti percentuali di marmo, gesso, sabbia, breccia ed argilla. Viti altere la cui età media è di 53 anni.

Qui la terra è profonda, ricca di minerali e ben drenata. Ma le terroir da solo non basta a fare un vino superlativo. All’elemento naturale si è aggiunto lo spirito sapiente, lungimirante, ma anche fiero e responsabile di coloro che hanno la fortuna di lavorare nel Domaine de la Romanée-Conti. In questo Domaine, esteso su poco più di 24 ettari, si producono Grand Cru di cui sei rossi e un bianco, il Montrachet. Dei primi, oltre alla Romanée-Conti, fanno parte La Tâche, Richebourg, Romanée-Saint-Vivant, Grands-Echézeaux ed Echézeaux. A seconda delle annate vede la luce anche il Vosne-Romanée-Conti, un Premier Cru. La storia delle vigne del Domaine risale addirittura al Medioevo. Molto si deve ai monaci dell’Abbazia di Saint Vivant, i quali nel 1232 acquistano quei 1,8 ettari di vigneto che, nel 1631, sotto la proprietà della famiglia de Croonembourg, è ribattezzato Romanée per il fatto che quel vigneto era appartenuto in passato al Prefetto di Roma.

Nonostante i numerosi proprietari avvicendatisi nel tempo, denominatore comune è sempre stato quello della non ostentazione, della semplicità dei modi e della concretezza. Ecco allora che, arrivando al Domaine, si scopre con sorpresa che non vi sono castelli, né fasti di alcun tipo. Al contrario, un semplice cancello sul quale troneggia la sigla RC, un citofono ed un cortiletto che immettono in quello che può essere definito un paradiso enologico. Tutto è incentrato sulla consapevolezza che per ottenere l’eccellenza non si deve mai perdere di vista il rispetto verso la natura, la terra dove tutto ha inizio. Al punto che nel 1986 avviene il passaggio totale al biologico. Nel 1992 si attua invece la totale abolizione della concimazione organica fino ad arrivare all’adozione del biodinamico nel 1996. Queste scelte sono state a lungo ponderate dal Domaine ed oggi sono considerate imprescindibili. Dunque rispetto delle tradizioni con un’attenzione particolare verso il futuro. Dice Aubert De Villaine, fin dal 1974 alla guida dell’azienda vinicola numero uno al mondo: “La biodinamica per noi non è affatto una moda bensì un mezzo per rispettare i suoli…” Rispetto esternato anche con la reintroduzione dei cavalli a sostituzione dei trattori che compattano il terreno. Terroir, rispetto della natura, gestione illuminata, tutti fattori che rendono questo vino una leggenda per la sua complessità, l’eleganza, la struttura, la persistenza. Il suo unico neo è rappresentato dal prezzo iperbolico.

I grappoli sono ancora lì, avvinghiati a quei tralci preziosi che già le cinquemilacinquecento bottiglie della Romanée-Conti, in media prodotte annualmente, sono vendute secondo rigide percentuali fissate dall’azienda stessa. A parte il continuo crescendo della domanda da parte dei paesi orientali, il 25% della produzione viene allocato negli USA mentre all’Italia vanno all’incirca 150 bottiglie assegnate singolarmente. In genere, dalla vendita al privato si arriva al battitore d’asta. I prezzi, già alti in partenza, arrivano a livelli fantascientifici soprattutto nel caso del formato grande, molto raro. Qualche cifra? Romanée Conti 1998, 10.670 euro, Romanée Conti 2004, 11.200 euro (Catalogo Peck). Prezzi così elevati sono dovuti proprio al continuo aumento della domanda globale rispetto ad un’offerta che non può di fatto aumentare. Si pensi che la resa media per ettaro è di circa 25 hl mentre in genere il rendimento di un Grand Cru è di 35 hl. Infine, per far sì che un vigneto arrivi a produrre vini di grande levatura occorrono anni e anni, proprio come nel caso del rosso Romanée-Conti, un nettare preziosissimo destinato a pochi eletti.

www.romanee-conti.fr

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