Tenuta Ciacci Piccolomini d’Aragona

La Tenuta Ciacci Piccolomini d’Aragona si estende per circa 200 ettari, di cui 40 coltivati a vigneto, 40 a oliveto ed i restanti suddivisi tra terreni seminati, boschi e pascoli. Sulle distese sassose intorno al fiume Orcia, nel senese, che crea sulle dolci colline circostanti un microclima particolarmente favorevole, crescono le vigne il cui prodotto è frutto dell’antica tradizione contadina e della tecnica più all’avanguardia.

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“L’unione delle due componenti permette di mostrare la perenne modernità di questi vini” per dirla con le parole dei due fratelli Paolo e Lucia Bianchini, al timone dell’azienda, che guardano alla qualità assoluta come la stella polare per dare vita ad un vino sempre più vicino alla perfezione. Questo insieme esemplare di tradizione e modernità si esplicita innanzitutto nell’accurata tecnica di vinificazione.

Le temperature di fermentazione vengono costantemente controllate e, per l’invecchiamento il rovere di Slavonia resta insostituibile. I test non si limitano al semplice assaggio (cui spetta comunque il responso finale) ma si affidano ad un laboratorio di analisi appositamente creato per monitorare lo stato evolutivo del vino. Una parte della produzione è destinata alla maturazione dei vini in piccole barriques di rovere francese ed americano con prevalenza di uve scelte di Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah.

Dalle vigne di “Pianrosso” vengono selezionate le migliori uve per il Brunello di Montalcino: un vino di tradizione che conserva intatta la sua autenticità ed i suoi caratteri austeri, concentrati, complessi, speziati e avvolgenti al gusto. Nel 1989 nasce l’Ateo, come provocazione a non produrre Brunello in un’annata non eccellente e in coincidenza con la prima vendemmia di uve Cabernet Sauvignon e Merlot. Oggi l’Ateo è diventato un elegante classico dell’azienda con una lunga fermentazione e un affinamento in legno.

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Nel 1998 la vendemmia delle prime uve Syrah che, piantate nel “Vigna del Conte”, hanno trovato un terroir e un microclima ottimale. Per questo nuovo vino, dalle note molto fruttate, è stato scelto dal patriarca Giuseppe Bianchini, oggi scomparso, il nome “Fabivs” in omaggio al Vescovo che nel 1672 fu l’architetto del palazzo come testimoniano lo stemma e il nome che campeggiano su ogni portone e davanti all’ingresso della cappella di palazzo.

Nella nuova azienda S.Stefano, ubicata a Montenero (GR), viene prodotto anche un Montecucco doc con uve Sangiovese. La gamma si completa con la grappa di vinacce di Brunello, un eccellente olio extravergine di oliva e il miele proveniente dal territorio di Montalcino.

Una curiosità a cui la stampa ha dato ampio risalto qualche tempo fa riguarda l’iniziativa lanciata proprio dai due fratelli Bianchini di dotare le 40 mila bottiglie di Brunello (ma il sistema è stato nel frattempo esteso a tutta la produzione di 180 mila bottiglie) di un ologramma capace di distinguere il vino autentico dalle contraffazioni della pirateria agroalimentare, sempre più diffusa. Per la realizzazione è stata scelta non a caso una società tedesca, la stessa che brevettò a suo tempo la lista ologrammata inserita nelle banconote dell’euro. Il vino un bene come il denaro, dunque, ma certo dal fascino meno prosaico…

Tenuta Ciacci Piccolomini d’Aragona
Località Molinello – 53024 MONTALCINO (SI)
Tel. 0577835616
www.ciaccipiccolomini.com

(pubblicato su Aroma di novembre/dicembre 2007)

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