Quando il vino incontra il giornalismo: Vespa Vignaioli, 40 anni di passione per il vino

Bruno Vespa è un giornalista televisivo appassionato del mondo del vino. Da decenni ne racconta la storia nei suoi articoli e un giorno ha deciso di farsi egli stesso viticultore associando all’impresa Vespa Vignaioli i figli Alessandro e Federico. La famiglia Vespa è proprietaria della splendida Masseria Li Reni sita in Manduria in Puglia e possiede terreni per oltre 34 ettari, vitigni perfetti per la produzione di un vino di pregio.
Il Negroamaro è dislocato tra i comuni di Manduria e Lizzano, dove beneficia delle escursioni termiche e dei venti freschi del mar Ionio. Una varietà con una polpa molto ricca e un grappolo compatto. Il Primitivo matura molto precocemente con una potenza di gusto e olfatto. Il Fiano Salento ricerca una autentica espressione del vero Fiano Pugliese, caratterizzato da una produzione abbondante e acini piuttosto piccoli.
Da sinistra: Federico, Bruno e Alessandro Vespa

Da questi vitigni l’azienda produce dieci tipi di vini come il Bianco dei Vespa, il rosato Flarò, i rossi il Bruno dei Vespa, il Rosso dei Vespa, Raccontami, Helena, Terregiunte, il Fedale e infine il passito Fiano di Puglia Zoe.

AROMA incontra Federico Vespa

Caro Federico, perché avete scelto la Puglia come territorio per produrre il vostro vino? 

Perché la Puglia è una terra molto amata dai miei genitori e il genere di vino che si produce lì era il migliore secondo loro.

Come è nata l’idea di avviare questa attività vinicola?

Il vino è una passione di mio padre da quando era giovane. Iniziammo a pensarci anni fa e nel 2014 cominciammo la vendita. Una pura passione familiare.

Suo padre è un famoso giornalista, lei anche, ci spiega il legame tra il giornalismo e il vino, cosa accomuna questi due mondi secondo lei?

In realtà sono due mondi vicini perché, le dirò una banalità ma è così, quasi tutti i giornalisti sono appassionati di vini o ne bevono spesso e volentieri.

Cosa pensa del giornalismo enogastronomico? Può essere utile ad avvicinare di più al mondo del vino?

Assolutamente sì. Dovrebbe espandersi ancora di più, può dare una grossa mano.

Se dovesse descrivere il suo vino usando tre aggettivi in gergo giornalistico quali sceglierebbe e perché?

Più che gergo giornalistico, ho tre termini fissi in testa: corposo, sorprendente, deciso.

Producete circa dieci tipi di vini, quali sono le principali caratteristiche e cosa direbbe a chi non conosce il vostro vino per convincerlo a gustarlo?

Prima cosa la varietà dei generi: bianco, rosso, rosato, rosato frizzante, per tutti i gusti. Poi la regione Puglia che non sbaglia mai in materia. Terzo la meticolosità e la severità con il quale viene seguito e prodotto il vino stesso.

Ma quanto conta il nome del vino per un’impresa vinicola? Il Bruno dei Vespa è dedicato a suo padre, il giornalista Bruno Vespa, perché questa scelta?

È un’arma a doppio taglio. Incuriosisce il nome e quindi si vende, ma il giudizio è molto più severo della media. Da quel nome ci si aspetta il top.

Come è il lavoro di chi produce vino oggi?

Difficile, molto più concorrenziale, c’è un particolare occhio al prezzo visto il momento. Bisogna sapere produrre vino buono sapendo che il portafoglio dei clienti è il peggiore di sempre adesso.

Qual è il suo vino preferito e con quale pietanza l’abbinerebbe?

Il vino Raccontami o il Fedale abbinato ad una fiorentina da 750 grammi. Amo la carne.

Quali parole userebbe per raccontare l’Italia e il nostro vino a uno straniero e convincerlo a visitare il nostro Paese?

Gli direi che vale la pena venire a provare i nostri vini perché abbiamo superato anche la Francia in qualità. Che per uno straniero sarebbe impossibile vivere in Italia, non gli conviene, ma gli direi di restare qualche settimana in certe regioni, grazie anche al vino, e tutto questo lo farà tornare, perché da turista in Italia si sta da Dio.

Considerando la sua vocazione anche radiofonica le faccio una domanda romantica, che ci fa un po’ sognare sulle note del vino, se sorseggiando un calice del suo vino stesse contemplando i suoi vigneti, quale sarebbe la colonna sonora di questo momento?

Vasco Rossi d’annata: Liberi. Perché il vino mischiato alla natura mi dà un enorme senso di libertà.

vespavignaioli.it

A cura di Filly di Somma

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