Le forchette d’oro

I grandi frequentatori di alberghi, in Italia o all’estero, lo sanno bene, quando arrivano in una città straniera e vogliono andare a cena fuori la persona giusta da contattare è lui, il portiere, l’eminenza dell’hotel, che conosce vita, morte e miracoli della sua città, compresi i segreti dei migliori ristoranti. Carne, pesce, pizza, ambiente elegante, casual, carissimo, romantico, frequentato dai VIP, dai turisti, dagli indigeni… Lui sa tutto e tutto consiglia.

Cominciamo a parlare con un portiere di quelli “mitici”, da sempre dietro la concierge dell’Excelsior di via Veneto, a dispensare consigli, ad aiutare chi viene nella nostra città per lavoro o piacere. “Il primo che mi viene in mente – ci racconta Walter Ferrari è ‘Giovanni’, in via Marche, un ristorante portato avanti da tre generazioni, padre, figlio e nipote. La cucina è tradizionale, la pasta all’uovo è fatta in casa tanto per fare un esempio, l’accoglienza è molto curata, dall’inizio alla fine. Si trova dietro il nostro albergo ed è aperto anche la domenica, il che è un vantaggio perché molti locali nei festivi sono chiusi. Il prezzo è medio e la gente che mando si trova sempre molto bene: il ritorno, per noi portieri, è l’aspetto fondamentale. Poi, provato personalmente, è ‘Chinappi’, diventato famoso per l’ottimo pesce che propone, lo suggerisco per l’originale pizza col pesce e per il fatto di servire il menù al contrario, prima gli antipasti, poi il secondo e infine il primo. A via dei Pianellari c’è un piccolissimo ristorante con cinque o sei tavoli, ‘Pietro’, a conduzione familiare, specializzato nel tartufo, aperto solo a cena, è lì da anni e non vuole ingrandirsi perché non gli interessa. Ovviamente consiglio il ‘Mirabelle’, la terrazza dello Splendide Royal, perché ha una vista davvero unica, tutto il verde di Villa Borghese e dall’altra parte l’Osservatorio, il Vaticano, Monte Mario e San Pietro: quando la sera è tutto illuminato lo spettacolo è davvero incomparabile”.

Dalla concierge del Bernini Bristol parla Massimiliano Errichiello, sempre sorridente e pronto a elargire preziose “dritte” “Cominciando da una zona diversa dal centro storico, i Parioli per esempio, mi viene in mente il ‘Panda’, a piazza Ungheria, storica birreria ma con una gestione completamente nuova, un’eccellente cucina di pesce, ambiente trendy, dotato di una zona fumatori. Il maitre è l’ex dell’hotel Lord Byron, quindi la professionalità è assicurata. Sempre ai Parioli un nome in voga da un circa un anno, si chiama ‘Molto’, è caratterizzato da uno stile caldo e giovane, ha una terrazza molto silenziosa perché non dà sull’esterno, un menù raffinato ed una specialità: un pollo al girarrosto che, sembra banale, ma vi assicuro è davvero super. Sempre fuori dal centro, nel quartiere Trieste, consiglio il ristorante ‘Piazza Caprera’, nell’omonima piazza, io ci vado spesso perché impazzisco per i loro crudi di pesce (spettacolari) e perché c’è uno chef che incarna il nostro immaginario collettivo. E’ grassottello, ha baffoni, cappello, guanciotte rubiconde ed occhi azzurri: assolutamente perfetto. Per quanto riguarda il centro posso citare l’Antica Pesa’, gestito dai due fratelli Panella, uno in cucina e l’altro in sala, in un ambiente elegante e raffinato si serve un’ottima cucina italiana. Infine la ‘Cantina di Ninco Nanco’, vicino al Pantheon, che propone una eccellente cucina lucana, senza possibilità di mistificazioni o ingerenze di altre gastronomie. L’ambiente è rustico ma elegante”.

Proseguiamo il nostro viaggio con un altro portiere “storico”, in forza dal lontano 1965 e da poco andato in pensione all’hotel Eden, Maurizio Pangrazi. “Mi sembra naturale cominciare con il nostro ‘La Terrazza’ perché, oltre all’ottima cucina, ha una vista davvero mozzafiato. Una bella situazione, poi, è l’Hostaria dell’Orso’, situato in un palazzetto antico, che offre un bar all’entrata dove si può sorseggiare un cocktail, al primo piano il ristorante con splendidi affreschi, che gode della consulenza del grande chef Gualtiero Marchesi e conclude con la discoteca al terzo piano, una proposta completa. A via S. Nicola da Tolentino c’è ‘Le Freak’, dove si mangia bene anche pesce e a due passi ‘Tullio’, frequentato da molti VIP. E poi come non citare ‘Clemente alla Maddalena’, a due passi dal Pantheon, un ambiente giusto, né troppo lussuoso o casual, gestito personalmente da Clemente, sua moglie Rita e l’altro socio sempre molto attenti al cliente, la gente ci si trova bene. E poi ‘Chinappi’, pesce freschissimo preparato in modo sublime, l’‘Antica Pesa’, un bel servizio, frequentato da personaggi dello spettacolo, con una curiosità: il giardino è un ex campo di bocce della Roma carbonara. ‘Il Tritone’ in via dei Maroniti, una cucina romana semplice ed essenziale ma davvero superba. E poi il ‘Girarrosto Fiorentino’ in via Sicilia, ‘Giovanni’ in via Marche, ‘Il Bolognese’ a piazza del Popolo, ‘Nino’ a via Borgognona”.

Ancora un grande portiere di un grande albergo: si chiama Luigi Rinaldi e dalla concierge del De La Minerve ci consiglia per esempio l’’Enoteca Capranica’, un servizio impeccabile, una lista di vini notevole, cibo di primissima qualità, sale accoglienti e climatizzate. “‘Clemente alla Maddalena’, è vicino al nostro albergo, molto curato nei particolari e nel servizio, la qualità dei vini elevata e buonissima la cucina mediterranea ricca di pesce. Poi c’è ‘Fortunato al Pantheon’, ristorante gettonato dai politici, ha una cucina romana sobria e gustosa, un giardino esterno piacevole d’estate. C’è anche il ‘Sangallo’ che ha da poco cambiato gestione ed ora è guidato dall’ex chef e dall’ex maitre dell’Hassler, curatissimo nei dettagli, offre una eccellente degustazione di vini ma anche di mozzarelle e di carne di bufala speciali”.

Ivan Crisante dello Splendide Royal suggerisce prima di tutto il ‘Mirabelle’ del suo albergo “non per campanilismo ma perché si tratta oggettivamente di uno dei migliori ristoranti di Roma. E poi c’è ‘Pietro’, vicino a piazza del Popolo, una trattoria romana, informale, ‘Clemente alla Maddalena’, il ‘Girarrosto Fiorentino’, bell’ambiente, servizio elegante, cucina toscana al top. Per il pesce consiglio in centro ‘Alberto Ciarla’ a Trastevere, una location importante, e fuori zona ‘Ai Piani’, ai Parioli, elegante, frequentato dagli italiani che non vogliono andare dietro ai turisti. Per concludere cito anche ‘Costanza’ a piazza Paradiso, un ristorante creato nell’ex Teatro di Pompeo, cucina internazionale (molto pesce), una buona qualità dei vini, un piacevole giardino esterno… Insomma, da provare”.

Antonio Incarico del St. George consiglia, prima di tutto, i ristoranti del suo hotel ‘I sofà di via Giulia’ e la novità ‘La Terrazza Rosé’, inaugurata da poco, con una carta dei vini che si prospetta davvero speciale, “una novità in senso europeo: tutti i vini e champagne, infatti, saranno rosé. E poi ‘Pierluigi’, in centro, che offre una cucina tradizionale, sia di carne che di pesce, l’Hostaria dell’Orso’ e, naturalmente, per una cucina creativa di lusso i ristoranti dell’Hilton (‘La Pergola’), del De Russie (‘Le Jardin’) e dell’Hassler (‘Imago’)”.

Alessandro Masetti del Radisson Sas Es Hotel dichiara di avere un positivissimo feedback quando manda i suoi ospiti a ‘Il San Lorenzo’, a via dei Chiavari, un locale particolare, aperto dalle 18 in poi per gustare anche l’aperitivo, completamente ristrutturato da pochi mesi. “Per il pesce non può mancare ‘Il Porto di Ripetta’, che ha un ottimo rapporto qualità prezzo, una bella sala accogliente adatta anche a cene di lavoro e diversi ambienti raccolti per perfette cene a lume di candela”.

Concludiamo il nostro breve viaggio nell’haute hotellerie romana ascoltando i consigli di Nico Di Giovanni dell’hotel Exedra: “prima di tutto l’‘Antica Pesa’, bella accoglienza, molto bravi a coccolare i clienti e sapida cucina romana. ‘Il Pagliaccio’, via dei Banchi Vecchi, è nuovo ma lo scorso anno ha già preso la prima stella Michelin, offre una cucina creativa molto interessante firmata da Anthony Genovese e una raffinata accoglienza grazie al bravissimo direttore di sala. E poi ‘Clemente alla Maddalena’, ‘Al 59’, cucina bolognese, ‘Hostaria dell’Orso’, sempre molto curato, ‘Il Vineto’, un piccolo grande ristorante con una bella lista dei vini, ‘Santa Cristina’, a via della Cordonata, gestione familiare, un ambiente rustico, con pane e pasta fatta in casa e la cuoca che invita gli ospiti ad aiutare ai fornelli. Per il pesce ‘Chinappi’, con la sua forte tradizione di Formia, ‘Taverna Flavia’, di proprietà di Mimmo, ex comparsa di Cinecittà, frequentato da molti volti noti e naturalmente i nostri ristoranti, il ‘Tazio’ davanti alla bellissima piazza e ‘il Philosophy’, il roof restaurant che propone una squisita cucina mediterranea in una splendida location, accanto alla piscina”.

(pubblicato su Aroma di Novembre/Dicembre 2007)

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