Benessere a tavola: prevenire si può

AROMA vi illustra i risultati delle ricerche degli ultimi anni e stila la classifica dei 4 comportamenti corretti e dei consigli da seguire per agguantare l’ambito premio dell’elisir di lunga vita.

Non solo i vecchi consigli della nonna ed il buonsenso popolare, ormai anche gli esiti degli studi scientifici parlano chiaro: il benessere inizia dalla tavola. Quello che ripete da anni Umberto Veronesi, Direttore dell’Istituto Europeo di Oncologia, viene oggi supportato da una poderosa produzione di analisi specifiche e centinaia di lavori di ricercatori di grande fama. Il cibo è da sempre determinante per la nostra salute. Ma proprio in Occidente, la nuova casa del progresso industriale e la culla del ritrovato benessere, si diffondono patologie legate ad un’alimentazione sbagliata: malattie cardiovascolari, diabete, tumori, responsabili ogni anno di 35 milioni di decessi.

Come per una specie di legge del contrappasso, ma in terra, sono proprio le popolazioni dei paesi ricchi ad ammalarsi per gli stili di vita scorretti (poco movimento, alcol, fumo) e per le cattive abitudini alimentari, tra cui l’eccessivo consumo di bevande gasate e di dolci, perdendo l’abitudine per i cibi freschi che forniscono vitamine, come la frutta e la verdura. Quindi un’alimentazione corretta, insieme ad un costante esercizio fisico, rappresentano un’efficacissima protezione contro malattie cardiovascolari e tumori, riducendone l’incidenza di più di un terzo.

Un grande studio prospettico denominato EPIC, in corso in dieci Paesi europei, tra cui l’Italia, ha confermato il ruolo protettivo delle fibre vegetali per il cancro dell’intestino, della frutta per quello del polmone, di frutta e verdura per i tumori della bocca e della gola. Molti studi suggeriscono, inoltre, un’associazione inversa tra consumo di crucifere (broccoli, cavolini di Bruxelles, cavolo) e il rischio di sviluppare alcuni tumori. Altri autorevoli studi epidemiologici hanno recentemente messo in luce le qualità “anti-infarto” della dieta mediterranea. AROMA vi illustra i risultati delle ricerche degli ultimi anni e stila la classifica dei 4 comportamenti corretti e dei consigli da seguire per agguantare l’ambito premio dell’elisir di lunga vita.

1° regola: “Diamoci una mossa”.
30 minuti di camminata a passo sostenuto ogni giorno. Nel nostro tempo, l’automatizzazione nel campo lavorativo ci ha reso stanziali e sedentari. La frenesia di cui è caratterizzata ogni nostra giornata ci impone di prendere l’automobile anche per piccoli spostamenti. Risultato: nessuno cammina più, nemmeno per fare una rampa di scale. Gli esperti del Dipartimento di medicina preventiva e predittiva dell’ Istituto dei tumori di Milano, che da anni studiano le relazioni tra dieta e cancro, individuano appunto nel costante esercizio fisico la prima delle prescrizioni obbligatorie da applicare se si vuole trarre subito un inequivocabile beneficio nella qualità della vita.

2° regola: “Mantenere un peso costante”.Un eccesso di peso può favorire l’insorgere di alcuni tipi di tumori, come quello all’apparato gastrointestinale e al seno. Il consiglio è di consumare alimenti che sazino molto come i cereali integrali, la frutta e la verdura, che fanno volume e hanno il pregio di contenere pochi grassi.

3° regola: “Variare molto la dieta”.
– 5 porzioni al giorno, tra cereali, verdura cruda e frutta fresca.
– 4 porzioni alla settimana di legumi.
– Ridurre il consumo di carne rossa: un piatto di legumi fornisce tutti gli amminoacidi (che formano le proteine) di cui abbiamo bisogno, senza sovraccaricare l’ organismo con quelli di provenienza prevalentemente animale.
– Consumare pesce, preferibilmente azzurro, 2-3 volte la settimana.
– Ridurre l’uso di dolci e di pane bianco (preferire le farine integrali).
– Moderare l’uso di alcol: ok uno o due bicchieri di vino, preferibilmente rosso, durante i pasti.
– Limitare l’uso del sale, preferire le erbe aromatiche per condire gli alimenti.
– Consumare soia, carote, pistacchi, spezie, uva, lamponi, caffè e birra, i nuovi alimenti entrati a far parte dell’elenco degli alleati contro il cancro.

4° regola: “Scegliere il miglior metodo di cottura”.
Pochi sanno che esistono metodi di cottura rischiosi per la salute. Friggere delle patate con del buon olio di oliva vuol dire portare ad un’altissima temperatura un vegetale che non ha con sé nessun grasso capace di trasformarsi in pericolose molecole; se, invece, friggiamo delle uova, del pesce o della carne, portiamo ad elevate temperature alimenti ricchi in grassi che, idrogenandosi, possono divenire molecole pericolose. Preferire, quindi cottura al vapore, cottura al forno, bollitura, stufati a frittura, cottura alla brace (la combustione libera una molecola altamente cancerogena, il benizopirene), pentola a pressione (distrugge la vitamina C contenuta negli alimenti)

Invitato a partecipare al primo congresso del Barilla Food & Nutrition, la scorsa estate, Umberto Veronesi, individuando nei giovani una rinnovata partecipazione ed un genuino interesse nei confronti delle tematiche connesse alla globalizzazione, all’ecologia e alla nuova educazione alimentare necessaria a contribuire alla soluzione della fame nel mondo, ha così salutato il pubblico degli addetti ai lavori: “Come sarà il mondo che verrà noi non possiamo saperlo, perché i nostri figli, come dice il poeta Kahlil Gibran, abitano nella casa del futuro, dove voi non potete entrare, neppure in sogno. Lo so bene, ma ciò non mi impedisce di sperare che questo mondo che noi non vedremo possa essere una casa accogliente per tutti. In armonia e in pace, con l’aiuto della scienza e della ragione”.

IL CASO di Gand

Secondo Jean Mayer, nutrizionista dell’università di Harward, riducendo del solo 10% l’allevamento del bestiame destinato alle bistecche si potrebbero nutrire con grano e legumi 60 milioni di persone nel mondo. Il vegetarianesimo, quindi, potrebbe essere una delle possibili soluzioni per combattere la fame nel mondo. Nel maggio del 2009 per le strade della città belga di Gand comparvero manifesti che invitavano la popolazione a nutrirsi in modo vegetariano almeno una volta alla settimana. Un’intera città ha deciso di riconoscere e fornire la propria partecipazione attiva a uno dei problemi del nostro tempo. Cambiare si può.

di Francesca Pizzuti
(pubblicato su Aroma di maggio/giugno 2010)

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