Stone Brewing presenta in Italia la nuova sede produttiva di Berlino

23 Aprile 2016

Greg Koch“L’Italia è indubbiamente il paese più creativo e interessante sulla scena mondiale della birra artigianale, dal quale traggo ispirazione ogni giorno” con queste parole Greg Koch, CEO e Co-fondatore di Stone Brewing, il decimo birrificio artigianale più grande degli Stati Uniti, ha spiegato come mai abbia voluto includere ben due tappe italiane nel tour di presentazione della nuova sede produttiva europea a Berlino. Milano e Roma sono state le città prescelte per ospitare i due importanti eventi dedicati agli appassionati del settore, che si sono svolti rispettivamente il 20 aprile al Baladin Milano, alla presenza del proprietario Teo Musso, del beer taster Lorenzo “Kuaska” Dabove e del giornalista Maurizio Maestrelli, e il 21 aprile al Bir&Fud di Trastevere, in compagnia del patron Manuele Colonna e di Andrea Turco, fondatore di Cronache di Birra e del beer teller Andrea Camaschella.

Tanti gli argomenti affrontati in occasione delle visite di Greg, che dalla descrizione della nuova sede di Berlino è andato a ritroso fino a ripercorrere la storia di Stone Brewing e del ruolo che ha avuto nella rivoluzione birraria americana e italiana. Nato negli States nel 1996 come “provocazione” al mondo della birra, Stone Brewing ha infatti rivoluzionato il concetto di birra in America, paese in precedenza fortemente incline al consumo di prodotti industriali, arrivando a cambiare il gusto e le abitudini dei consumatori che oggi abbracciano con curiosità e partecipazione una nuova concezione di mondo birrario.

12OZ-BOTTLES-All1Il CEO di Stone racconta l’origine della sua idea con un aneddoto: l’assaggio di una bottiglia di Anchor Steam a San Francisco. “Ho aperto gli occhi e ho deciso che dovevo mostrare alle persone un altro mondo, quello della birra artigianale” racconta Koch; da lì la nascita di Stone Brewing, grazie alla collaborazione con Steve Wagner, che diventerà poi il primo mastro birraio del birrificio. Una storia lunga 20 anni, fatta di difficoltà iniziali ma anche di grandi successi, che porta Greg e Steve nel 2009 a decidere di aprire un birrificio in Europa per poter garantire a tutti i clienti d’oltreoceano delle birre fresche e di qualità. “Le tipologie di birra che produciamo – ha affermato Greg – devono essere bevute entro un breve lasso di tempo dal momento in cui vengono realizzate, per poterne garantire la piena espressione aromatica e qualitativa”, condizione che non verrebbe pienamente soddisfatta se la birra provenisse dallo stabilimento californiano, visti i tempi necessari per il trasporto in Europa.

Selezionata tra oltre 130 siti di 9 paesi, la Capitale tedesca è destinata quindi a diventare l’hub internazionale del birrificio statunitense, ma anche una delle sue scommesse più ambiziose, poiché “patria” delle birre lager. “Spesso mi viene chiesto cosa ci facciamo in Germania – ha affermato Koch – poiché solitamente il pubblico tedesco non apprezza particolarmente le nostre birre, troppo amare. L’esperienza mi insegna, però, che se qualcosa non piace inizialmente allora stiamo facendo la cosa giusta!”Berlino2

I locali sorgono in un’ex fabbrica di inizio Novecento, della quale Greg si è letteralmente innamorato, così come a colpirlo è stata la città che la ospita, ricca di cultura underground, arte, musica e esuberanza intellettuale. Come per la nuova sede in Virginia, anche Berlino ospiterà un ristorante immerso nel verde dove poter assaporare un menu ispirato alle culture di tutto il mondo ma realizzato con ingredienti locali provenienti da piccoli produttori del posto. Grande attenzione sarà riposta anche verso la tematica ambientale, ambito in cui Stone Brewing vanta di essere uno dei birrifici degli Stati Uniti più impegnati. Nella nuova sala di cottura si punta infatti a risparmiare il 32% di energia termica e il 23% di acqua durante il processo di fermentazione. Tutte le birre prodotte a Berlino saranno distribuite esclusivamente in Keg e lattine d’alluminio. Stone Brewing ha scelto Ales & Co. come distributore per l’Italia, con l’aggiunta della quale il birrificio va a consolidare la propria presenza in ben 19 nazioni.

di Flavia Rendina

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