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Ave Ninchi

La madre di tutte le trasmissioni tv a tema gastronomico – certamente i più giovani telespettatori del Gambero Rosso Channel non ricordano – fu “A tavola alle sette” condotta, dopo un primo insediamento di Delia Scala, dalla simpatica e pasciuta Ave Ninchi – marchigiana Doc, in tandem insolito con un Luigi Veronelli versione nazional-popolare. Era la preistoria o giù di lì (1974) e già gli italiani, avvicinandosi l’ora di cena, si appassionavano alle ricette televisive, eseguite in diretta in un’atmosfera allegra e conviviale. Poi venne la volta del “Pranzo è servito”, animato dal mitico Corrado agli inizi di Canale 5, in realtà più un gioco a quiz che uno show culinario. In seguito, anche sul modello di popolarissimi programmi americani, come quello celebre di Julia Child, che ha ispirato il film “Julie & Julia” con Meryl Streep, si sono moltiplicati i format dedicati a padelle e fornelli.

L’erede di Ave Ninchi (ma non certamente per la mole extra large, i tempi e le diete alimentari sono cambiati) è stata senza dubbio Antonella Clerici, la prima conduttrice della “Prova del Cuoco”, giunta quest’anno alla sua undicesima edizione. Bionda e giunonica, stile di conduzione spumeggiante, la Clerici è riuscita ad incarnare quella joie de vivre che nasce dal gusto del cibo, ponendosi come modello positivo anche di fronte alle giovani che, grazie al suo stimolo, hanno superato le tentazioni delle diete estreme ed i problemi dell’anoressia.La Clerici nel 2004 ci aveva anche provato con un reality show,
“Il Ristorante”, andato però in onda per una sola edizione. Elisa Isoardi, la nuova presentatrice, ex partecipante a Miss Italia, continua il lavoro lasciato dalla sua collega defenestrata, forse con maggiore freschezza ma senza significativi cambiamenti di rotta: tra scenografie dalle forme e colori “zuccherosi”, stacchetti e gag, due squadre capitanate da chef (anche bellocci, come Simone Rugiati, in ossequio al culto dell’immagine via etere) si confrontano ascoltando i consigli della “zia” Anna Moroni, maestra di ricette tradizionali, e i bacchettamenti eruditi e pungenti di Beppe Bigazzi.

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Fabio Campoli

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Simone Rugiati

A distanza di oltre un decennio la formula sembra funzionare ancora. Nel frattempo, i nuovi format gastronomici nascono come funghi e facendo zapping si scopre che non c’è trasmissione, anche di alto profilo, che non abbia al suo interno un angolo o rubrica della cucina. Perfino il Tg1 (Terra e Sapori), il Tg2 (Eat Parade), il Tg5 (Gusto) e addirittura un programma scientifico come Marco Polo (In Punta di Coltello) che con i peccati di gola incrementa lo share degli ascolti. Per non parlare di programmi seguitissimi e comunque divertenti come “Chef per un Giorno”, in cui un personaggio famoso “cuoco per caso” (meglio se un po’ imbranato), si cimenta coraggiosamente ai fuochi di un ristorante, esponendosi al giudizio feroce di terribili critici gastronomici, oppure “Cuoco Gentiluomo”: “Una casa da scoprire, un menù speciale da preparare, un ospite da attendere e un’atmosfera da creare” a cura dello chef Alessandro Borghese (figlio di Barbara Bouchet).

MARISA LAURITO

Marisa Laurito

L’ultima nata in casa Mediaset è la trasmissione “Cotto e mangiato”, in onda subito dopo Studio Aperto e condotta da Benedetta Parodi, sorella della più celebre Cristina: un successone. Ma c’è anche chi ha fatto il percorso inverso, passando dalla televisione alle pentole, proprio come Andy Luotto, cuoco provetto, che ha lasciato senza rimpianti il rutilante palcoscenico catodico per aprire un ristorante tutto suo a Sutri. Si tratta di un caso isolato, perchè tutti ambiscono ad andare in televisione, vedi ad esempio un’altra ex della banda Arbore come Marisa Laurito, mentre le apparizioni di chef in noti programmi in qualunque fascia sono all’ordine del giorno: da “Uno Mattina”, che ospita lo spazio di star come Fabio Campoli o Igles Corelli, autori di ricette di facile esecuzione e accessibili a tutti, come del resto quelle suggerite da “Mattino in Famiglia” dove, nell’angolo “Quel che passa il Convento” ogni sabato si alternano ai fornelli frati cuochi provenienti dalle varie abbazie d’Italia. Anche la cucina gourmet trova ampio spazio nella scatola televisiva, basti pensare alla ricchissima programmazione 24 ore su 24 del Gambero Rosso Channel, Canale 416 di Alice e Canale 410 di Sky, al quale partecipa anche uno chef intellettuale come Fulvio Pierangelini nel suo “Viaggio” alla scoperta di sapori e personaggi della gastronomia internazionale. Gira che ti rigira però alla fine la domanda è questa: la televisione fa bene alla cucina? Preferiamo far rispondere da un big della nuova cucina “televisiva” come Alessandro Circiello, star de “I Fatti Vostri” di Michele Guardì: “La cucina in televisione ha rappresentato una svolta nei rapporti dello chef con il pubblico, e un’opportunità storica di dialogo ravvicinato, in cui riuscire a spiegare chiaramente – con un linguaggio immediato e facilmente accessibile a tutti – i segreti di un piatto, le tecniche di esecuzione, il lavoro all’interno di un luogo misterioso come la cucina (…) contribuendo così al processo di “democratizzazione” dell’alta cucina attraverso un canale di comunicazione diretto con una platea quanto più vasta possibile”.

(pubblicato su Aroma di marzo/aprile 2010)