“C’è anche un Michelangelo da Caravaggio che fa a Roma cose meravigliose. [Però] accanto al buon grano c’è l’erbaccia: infatti, egli non si consacra di continuo allo studio, ma quando ha lavorato un paio di settimane se ne va a spasso per un mese o due, con la spada al fianco e un servo dietro di sé, e gira da un gioco di palla all’altro, sempre pronto ad attaccare briga e ad azzuffarsi, tanto che è raro che lo si possa frequentare […].
(K. van Mander, Het Schilderboek, 1604)

Caravaggio, pittore rivoluzionario ma con un pessimo carattere, condusse una vita disordinata e violenta, che lo portò addirittura nel 1606 ad uccidere un uomo, Ranuccio Tomassoni, per un futile motivo, ovvero un fallo durante una partita a palla. Riportiamo qui di seguito il racconto particolareggiato di una delle sue liti più famose, quella accaduta con un garzone dell’Osteria del Moro, a Roma, nel 1604.

“Caravaggio entra nell’osteria e come al solito porta uno spadone ed ha l’aria spavalda. Si siede e ordina un piatto di carciofi.
Il garzone porta al pittore i carciofi: alcuni sono cotti all’olio, altri invece al burro. Ma quali sono gli uni, e quali gli altri?
Caravaggio chiede chiarimenti ma il garzone come risposta suggerisce al pittore: “Basta odorare per riconoscere quali sono al burro e quali sono all’olio!” Apriti cielo! L’artista, irritato per la risposta impertinente, tira piatto e carciofi in faccia al garzone; poi, non contento di aver ferito il poveretto, lo insegue con la spada sguainata per tutta l’osteria”.

A Roma c’è un ristorante che si ispira nell’insegna proprio a Caravaggio e alla mortale tenzone con Ranuccio Tomassoni. Si chiama appunto Al Duello (Vicolo della Vaccarella, 11. Tel. 066873348) e ripropone la ricetta originale dei carciofi alla Caravaggio, insaporiti con aglio, olio, succo di limone e mentuccia romana. Eccola:

Ingredienti:
carciofi, acqua, succo di limone, prezzemolo, mentuccia, aglio, olio d’oliva, sale, pepe.

Preparazione:
Pulite dei carciofi togliendo le foglie esterne e lasciando un pezzetto di gambo, che priverete della parte dura; immergete quindi la verdura in acqua e succo di limone.
Scolate i carciofi, apritene leggermente le foglie, farcitele con un trito di prezzemolo, mentuccia e aglio, salate e richiudete i carciofi.
Sistemateli capovolti in un tegame dai bordi piuttosto alti, ricoprendoli d’acqua e abbondante olio, salate, incoperchiate e passate la pietanza in forno.
I carciofi potranno essere serviti quando il liquido di cottura sarà completamente evaporato.

di Francesca Pizzuti
(pubblicato su Aroma di marzo/aprile 2011)