Qui non manca praticamente nessuno dei plus comuni a tutti i locali “contemporary concept”, un po’ modaioli, che ultimamente nascono a Roma come funghi: la formula eclettica (sempre aperto per ogni esigenza del giorno), il look minimal black&white (ma con richiami ai vecchi bistrot parigini), la cucina-laboratorio a vista, la ricercatezza delle materie prime, spesso da produttori piccoli e introvabili… Ma la differenza la fa soprattutto la chef valenciana Alba Esteve Ruiz (esperienze prestigiose, vedi i fratelli Roca) che gratifica il palato con le sue coloratissime, scoppiettanti invenzioni capaci di superare la tradizione con scatti di squisita creatività: ostrica con zenzero candito, crema di mela, eclat d’or, granita di vodka e tonica Lurisia, polpetta di bollito selezione “la Granda” con verza e salsa BBQ semi piccante, quaglia in scapece con fichi e noci, linguine con cedro, polvere di camomilla e vongole veraci, spaghettone con uvetta, pesce spada, lardo e pane aromatizzato, guancia di manzo brasata, millefoglie cremosa di sedano rapa e funghi shiitake, spigola al vapore, crema di bietola ed aceto di vino, briciole di salsiccia e ravanello, Le Crucifere, piatto composto da 7 tipi diversi di cavoli in differenti cotture. Per dessert (in monoporzione) cassatina di marzapane, cheesecake destrutturato e delizia al lampone. Menu degustazione a 35 e 55 euro. Premio rapporto qualità/prezzo 2014 del Gambero Rosso. Chiuso: domenica. Carte di credito: tutte
www.marzapaneroma.com