Ma che bella scoperta! In effetti questa osteria di Monteverde era già nota alle cronache gastronomiche, noi però questa volta abbiamo seguito il consiglio delle altre guide e “scoperto” un po’ in ritardo un indirizzo veramente valido. I due fratelli Jacopo e Assunta ripropongono con successo la formula dell’osteria familiare (l’insegna è una dedica devota alla mamma e cuoca Palmira) e della cucina tradizionale romana, da cui trapela una ricerca accurata di prodotti di nicchia, in gran parte biologici. La parola ai piatti: giuncata di bufala, spaghettoni all’amatriciana (pasta artigianale di Lagana e guanciale selezionatissimo), agnolotti al sugo di coda, gnocchi ricci con sugo di castrato, zuppa del contadino (orzo, farro, fagioli dell’occhio, lenticchie), polpette di bollito, coratella, trippa alla romana, involtini e, per finire al meglio, mousse allo zabaglione, creme caramel o tiramisù. Cantina laziale, ridotta ma molto studiata, cosi come la carta delle birre artigianali e da intenditori come la Menabrea e Poretti. Ambiente semplice e conviviale, che si trasferisce all’esterno durante la bella stagione, non lontano da Villa Pamphili. Chiuso: mai. Carte di credito: tutte

www.osteriapalmira.it