Gli indizi rivelatori per capire se una trattoria o pizzeria è veramente “ruspante” o “ignorante” (nel romanissimo senso positivo della parola, traduci verace in napoletano o genuino in italiano) sono molteplici. Ciascuno ha i suoi e non li confida a nessuno. Dopo anni di ricerche provo ad elencarne i più importanti.

Premetto di voler chiarire cosa intendo per tale tipologia: si tratta di locanda in cui è possibile ristorarsi secondo le antiche tradizioni culinarie del luogo. Spiego: fanno parte di questa cataegoria quelle osterie e pizzerie che propongono ancora una cucina tipica locale, un rapporto con il cliente basato sulla goliardia e l’amicizia, con buona pace del mangiare global e del popolo alienato degli hamburger e nidi di rondine.

Quando entri in una di queste osterie ciò che più colpisce è che il tempo pare essersi fermato, l’arredamento è sempre quello, la cucina pure e i proprietari gestiscono l’attività come i loro padri o nonni gli hanno insegnato. Passano gli anni ma ciò che resta immutabile è l’identità che quel posto conserva e ti trasmette. Ma quali sono le caratteristiche salienti che deve possedere un locale per dirsi orgogliosamente “ignorante”?

ESAME CONOSCITIVO

Un vero locale ignorante non si deve conoscere! Il passaparola è l’unico mezzo per arrivare ai locali di questo genere, solitamente refrattari alla pubblicità. Ricorda: questi locali si conoscono per fama (spesso sono difficili da raggiungere), per nome o appellativo (tipo “zozzone”, “buiaccaro” ecc), per il fatto che si mangia bene e si spende poco, classico binomio che fa tornare un cliente.

ESAME OLFATTIVO

Una volta entrati la prima cosa che si deve sentire è l’odore della cucina che circola all’interno del locale, intenso ma non troppo, quel “profumo” di pentole e vivande che ha il potere di evocare il senso avvolgente delle mura di casa.

ESAME VISIVO

Qui la faccenda si fa più complicata, perchè sono i particolari che fanno la differenza. Come ad esempio l’insegna del locale, che deve essere vecchia e logora e possibilmente con una storia dietro, propinata immancabilmente dal proprietario all’avventore come pillola di saggezza. Assolutamente obbligatori quadri e quadrucci vari che riportano articoli di giornali sul locale. Vicino alla cassa spiccano su tutti le foto con artisti e personalità di un tempo passato (da programma tv tipo “Meteore”) nonché foto dei gestori da piccoli su auto d’epoca del nonno.

Ma sono forse le pareti il biglietto da visita più significativo perché mantengono vivo il ricordo di un passato che non c’è più. Se ci sono crepe e piccole macchie di sugo è meglio. Devono essere state ritinteggiate male e si deve vedere lo sbalzo cromatico. Di televisore ce ne deve stare sempre uno, possibilmente vecchio, in bianco e nero, e posto all’entrata in alto.
Se poi vedete in giro cani e gatti muoversi con disinvoltura all’interno del locale, anche questo è un indizio inequivocabile.

Il tavolo zoppo, rigorosamente con tovaglia di carta, ha bisogno di uno spessore per ritrovare l’equilibrio, le sedie devono anch’esse per forza traballare e non essere tutte uguali. Se fatte con la paglia è meglio così danno fastidio alle signore un po’ snob capitate per sbaglio nel locale, orrore! Le posate come da copione sono scompagnate e così pure i bicchieri l’uno diverso dall’altro.

Infine la fauna, senza dubbio l’elemento più importante. Se incroci troppi turisti non va bene, lo stesso vale per i radical chic interessati solo all’aspetto “antropologico” o a fare i ricchi che mangiano alla mensa dei poveri. Ma una persona di cui ti puoi sempre fidare è il gestore del locale, un proprietario bello paffutello è spia di ottima cucina. Se gira fra i tavoli e scambia due parole (e si diverte a prenderti in giro magari con qualche battutaccia) è indice di simpatia e anche di amore per il suo mestiere. Quello che sta sempre dietro alla cassa anche quando non deve fare i conti dà l’idea di pensare solo ai soldi e non alla soddisfazione del cliente, che qui più che mai è sacro.

ESAME GUSTATIVO

“De gustibus…” diceva quello, perché quando vai per osterie (senza l’H che sa tanto di turistico) non sai mai come vai a finire. La carta dei vini deve contenere almeno una trentina di etichette diverse nonché il vino sciolto della casa, da accompagnare talvolta con un’aspirina per evitare fastidiosi cerchi alla testa. La cucina deve essere sapida ma non troppo greve, anche se quella popolare romana è poco adatta alle diete, e comprendere i piatti più rustici della tradizione, preparati con la mano esperta della nonna o della vecchia zia.

Ecco l’elenco di alcuni dei locali più interessanti da me visitati personalmente durante le varie puntate gastronomiche. Dato il numero di locali del genere a Roma e dintorni, si tratta di una guida necessariamente incompleta, per cui mi ripropongo fin d’ora di ritornare presto sull’argomento per gli approfondimenti del caso.

N.B: Le carte di credito spesso non vengono accettate e pertanto non compaiono nella scheda.Ristoranti:

Agustarello – Agustarello, non Augustarello, mi raccomando! è il nome di questo locale famoso per la cucina testaccina ultraortodossa, leggi quinto/quarto per divoratori di frattaglie. Ambiente casereccio, servizio gentile, qui trovi molte specialità romane, dalla pagliata all’abbacchio. Ti consiglio di andarci sul presto vista la difficoltà nel trovare posto sia per la macchina che intorno al tavolo. Non accetta prenotazioni, tocca andare lì direttamente e fare la fila. Intorno ai 30 euro. Via G. Branca, 100. Tel 065746585 (Testaccio). Chiuso: domenica e lunedì a pranzo

Ai Tre Scalini – La denominazione “bottiglieria” è molto rara, risale al dopoguerra quando nei quartieri romani esisteva la latteria, il fornaio e appunto la bottiglieria, dove si vendeva il vino sfuso. Questo locale una volta lo era (dal 1895) ora è diventato trattoria, proponendo una cucina romanesca semplice e tipica: polpette al sugo, cannelloni, zuppa di fagioli. Il tutto gestito da quattro signore carine e gentili. Menu scritto rigorosamente su lavagnetta all’ingresso, carta dei vini buona con qualche rarità. Tavolini ammucchiati e tovagliette di carta. Aperto fino all’una di notte. Ovviamente quando esci occhio ai tre scalini, altrimenti vai lungo. Prezzo sui 20 euro. Via Panisperna, 251. Tel. 0648907495 (Monti). Chiuso: a pranzo il sabato e la domenica

Alfredo e Ada – E’ un’ osteria a dir poco spartana, molto amata in particolare dagli stranieri che lontano da casa si ritrovano in famiglia, seduti a tavoli comuni dove è d’obbligo socializzare con il vicino. Tavoli in marmo e legno, ambiente vernacolare e soprattutto la cucina verace di Ada che, a dispetto dell’età, non perde un colpo: amatriciana-capolavoro, rigatoni al sugo di involtini, minestrone, trippa, spezzatino con i piselli, fagioli con salsicce, carne alla pizzaiola e altri piatti del giorno preparati con l’arte casalinga di una cuoca d’altri tempi, una vita passata ai fornelli. Prezzo intorno ai 25 euro. Via dei Banchi Nuovi, 14. Tel. 066878842 (Navona). Chiuso: sabato e domenica

Antica Birreria Peroni – Mi mancava questa trattoria, forse la piu’ antica di Roma, ci andavo quando ero piccolo. Credo che la conoscano tutti, piu’ per la birra Peroni che per la sua cucina romana e tirolese. Si trova a pochi metri da piazza Santi Apostoli, come entri senti una gran caciara, sui muri leggi scritte inneggianti alla birra. Fagioli con salsicce, con le cotiche e una marea di wurstel che puoi condire con la senape Orco, tovaglie di carta, pane tagliato spesso e cameriere che vi ci manda se chiedete una coca cola! Economico. Qualche turista molti romani. Unica nota negativa la mancanza di un suo storico cameriere, Pippo, andato in pensione. Un vero mito, peccato! Via San Marcello, 19. Tel. 066795310 (Venezia). Chiuso: domenica

Antico Falcone – Se sei in giro per Prati, qui caschi bene e eviti quelle finte trattorie che nascono come funghi nella zona. Entri e ti trovi subito la cucina in bella vista, gli aromi dalla cucina preannunciano specialità caserecce come polpette di sugo, baccalà in umido. Se scegli la carbonara te la portano nella ciotola gigante. Da ottobre carciofi alla giudia. Te la cavi con 20 euro o giù di lì. Via Trionfale, 60. Tel. 0639736404 (Prati). Chiuso: martedì

Ar Grottino der Traslocatore – Premessa: è un posto per palati forti, però vale la pena fare un salto in questa ex-cantina seminterrata per respirare una simpatica aria di casa (e non solo quella, dato che l’areazione non è il massimo) e fare incetta di sapori romani. Camerieri solerti ti servono sulle tovaglie di carta pasta e fagioli, fettuccine al sugo di coda, ravioli pomodoro e basilico, animelle di vitello, polpette al sugo. Per proteggerti dagli schizzi meglio imitare i vicini di tavolo indossando un grembiulone fornito dalla casa. Vino dei Castelli in caraffa e pochissime bottiglie. D’estate si mangia sul piccolo spiazzo all’aperto, sempre gremitissimo. Non più di 25 euro. Largo delle Sette Chiese, 2. Tel. 065141261 (Garbatella). Chiuso: domenica a pranzo.

Betto e Mary – E’ una tipica trattoria di quartiere (zona Certosa) gestita da moglie e marito e caratterizzata da una simpatica atmosfera pop. Gli arredi rustici, le tovaglie di carta, le pareti tappezzate di foto, sentenze popolari e recensioni di giornali riflettono lo stile semplice del locale e dei piatti: gramiccia al ragu, funghi o pagliata, trippa, coda, abbacchio e grigliate di carne. Per finire biscotti e vin santo. Birre e vini dei Castelli. Via dei Savorgnan, 99. Tel. 0624305339 (Casilino). Chiuso: giovedì, aperto solo la sera.

Da Augusto – Considera che non si prenota e già questo ti fa capire la loro serietà! La cucina è romanesca. Prova i rigatoni cacio e pepe, per il resto si mangia quel che c’è fino ad esaurimento dei piatti. Il personale è romano ma non la clientela, infatti a volte sciamano molti turisti. Non c’è odore di cucina o di fritto che si attacca ai vestiti. Prezzo sui 20 euro. Piazza de’ Renzi, 15. Tel. 065803798 (Trastevere). Chiuso: sabato sera e domenica

Da Marcello – Antica trattoria romanesca a San Lorenzo. Tavoli ravvicinati con tovaglie di carta, rumore di fondo a tutto volume. Cucina ottima (fa tutto la mamma, prova i rigatoni alla carbonara o il cacio pepe oppure la gricia) per la scelta dei vini (cantina molto varia, il rapporto qualità prezzo è unico) fatevi consigliare da Isidoro. Da provare le alicette e la trippa al sugo. Una delle migliori trattorie di Roma, perennemente sold out. Prenota. Prezzi antichi. Via dei Campani, 12. Tel. 06064463311(San Lorenzo). Chiuso: sabato e domenica.

Dar Quagliaro – Già dal nome puoi capire quali sono le specialità della casa: quaglie, quaglie e ancora quaglie servite con due fette di pane inzuppate di olio. Ambiente sviluppato su due piani, sotto sala più grande, un po’ opprimente. Tovaglie di carta, tavoli vicini, vino sciolto della casa, cameriere attempate, ruvide ma “de core”. Provate la gricia e la carbonara, altrimenti le mini pizze soffici e con il bordo alto. Ultra economico, prezzi e arredi fermi a cinquant’anni fa. Si trova in una traversa interna della Palmiro Togliatti, vicino alla Prenestina, zona Quarticciolo. Arrivare presto o mettersi pazientemente in fila. Largo Mola di Bari, 1. No telefono (Quarticciolo). Chiuso: giovedì

Da Tonino – Vuoi la Roma delle osterie di una volta? Vieni dalle parti di Piazza dell’Orologio e ti sarai tolto la voglia. Da Tonino si mangia infatti come a casa di una cara zia che ti mette nel piatto la pura tradizione capitolina. Il calendario romano detta le portate del giorno: trippa (sabato), gnocchi (giovedì), pasta, ceci e baccalà (venerdì), il resto della settimana il menu racconta amatriciana, coniglio alla cacciatora, coda alla vaccinara, involtini al pomodoro con contorno di carciofi alla romana, puntarelle e cicorietta serviti su tovaglie di carta da camerieri simpatici e sbrigativi. Dolci semplici vino sfuso dei Castelli e atmosfera gioviale, vagamente nostalgica. Prezzo 25 euro. Via del Governo Vecchio, 18. No telefono. (Navona). Chiuso: domenica.

Dar Cordaro – Il nome deriva dalle vecchie  botteghe sul  Tevere dove fabbricavano le corde per gli ormeggi. Locale a conduzione familiare romana, ha in menu tutti i piatti tipici della cucina de Noantri: cacio e pepe, coda alla vaccinara, trippa. Consigliato da molte guide non pennivendole. Prezzo sui 25 euro. Parcheggio facile. Piazzale Portuense, 4. Tel. 065836751 (Trastevere). Chiuso: domenica e lunedì.

Der Pallaro – Trattoria romanissima a conduzione familiare nei pressi di Campo de’ Fiori. Due sale, menu a prezzo fisso con piatti abbondanti della tradizione e atmosfera conviviale. Qualche turista da rough guide. Ottimo per andarci in compagnia di amici. Cantina senza pretese, prezzi miti. Largo del Pallaro, 15. Tel. 0668801488 (Campo de Fiori). Chiuso: lunedì

Enoteca Corsi – Se ami la trattoria tradizionalissima in cucina e volutamente disadorna negli arredi vai a colpo sicuro scegliendo l’Enoteca Corsi, uno di quei locali tipicamente romani ormai in via di estinzione. Mangi quel che è scritto sulla lavagna, secondo l’offerta del giorno: pasta e ceci, penne all’arrabbiata, pollo con i peperoni, baccalà in guazzetto, saltimbocca, e buoni dolci fatti in casa. Nei bicchieri vino sfuso o in bottiglia dall’annessa enoteca, piuttosto fornita. Prezzi sotto la media. Via del Gesù, 87. Tel. 066790821 (Pantheon). Chiuso: domenica, aperto solo a pranzo.

Er Faciolaro – Trattoria fra le più antiche di Roma, gia’ dal nome puoi capire quale sara’ mai la specialità della casa! Il must infatti sono i fagioli in tutte le salse e modi. Ovviamente prendi la zuppa di fagioli e ti consiglio anche i fagioli al fiasco composti da pane, verdure, spezie. Locale pulito, servizio rapido e gentile. Forse c’è qualche turista di troppo ma considerato la vicinanza del Pantheon è solo un dettaglio. E’ anche pizzeria. Prezzi su rispetto alla media. Via dei Pastini, 123. Tel. 066783896 (Pantheon). Chiuso: martedì

Hostaria Da Edmondo – E’ veramente piccola, una decina di tavoli in tutto. Tipica cucina romanesca, pochi piatti ma buoni tipo carbonara, amatriciana e saltimbocca. Servizio veloce. C’è da far la fila, ma accetta prenotazioni, nel senso che lasci il nome e aspetti fuori la porta. Vino sciolto della casa a riscaldare i cuori. Ambiente semplice, da poco ristrutturato, servizio alla buona. D’estate mette i tavolini di fuori. Prezzi da stropicciarsi gli occhi. Circonv. Clodia, 9. Tel. 063701272 (Prati). Chiuso: domenica

I Torquati – Non poteva mancare di certo questa bella trattoria romana al centro del quartiere Appio. Ambiente curato e carino, servizio veloce e gentile. Inutile dire che devi prendere la carne fatta sulla brace, quella argentina è ottima. Sufficiente la lista dei vini. Provare in apertura l’antipasto toscano (in pratica è una sfilza di salumi ed affettati… da scorpacciata!). Via Manlio Torquato, 3. Tel. 067848385 (Tuscolano). Chiuso: mai

Lilli – Si presenta come tipica trattoria romana con tavoli all’aperto durante la stagione mite. Dentro ambiente spazioso e curato ravvivato da un servizio veloce ed informale. Merita il cacio e pepe ma anche gli altri piatti canonici (matriciana, petto di vitella alla fornara, seppie con i carciofi) non sono male. Il vino della casa scende bene ed anche per quanto riguarda la piccola carta non c’è da lamentarsi. Quasi 30 euro. Via Tor di Nona, 26. Tel 066861916 (Navona). Chiuso: domenica.

Osteria dell’Angelo – E qui ti dico fermati. Se ti trovi nel quartiere fighettino di Prati e vuoi mangiare bene la cucina romanesca di Angelo è proprio come quella di una volta. Ti dico solo che il proprietario è un ex giocatore di rugby, un po’ burbero ma simpatico. L’arredamento è semplice e senza fronzoli e d’estate i tavolini si spostano all’aperto. Giovedì gnocchi, ma prova anche la pasta e broccoli in brodo d’arzilla o il pesce finto (tonno e patate). Il vino sciolto non è un granchè ma per il prezzo (25 euro) ci puoi stare. Via Giovanni Bettolo, 24. Tel. 063729470 (Prati). Chiuso: domenica.

Perilli a Testaccio – E’ la trattoria più antica di Testaccio, dal 1911. Nel cuore del quartiere, specialità romane dure e pure. Carbonara, gricia, puntarelle (te le portano dentro la classica “cofana”), carciofi alla giudia, coda, trippa. Ambiente casereccio, due sale, servizio veloce. Inutile prenotare perché non si può, quindi ti conviene arrivare in anticipo. Il prezzo è un po’ alto, ma paghi pure un po’ di sano folclore. Via Marmorata, 39. Tel. 065742415 (Testaccio). Chiuso: mercoledì

Sagra del vino da Candido e Lella – Un’osteria con tutti i crismi (diffida delle imitazioni modaiole) che, nel residenziale quartiere della Balduina, fa l’en plein ogni sera grazie alla piacevole atmosfera familiare e soprattutto all’autentica cucina romana. Arredi ridotti al minimo, mangi tutti i classici tradizionali serviti in abbondanti porzioni: rigatoni alla carbonara o al sugo di coda, gricia, polpette, involtini, coda alla vaccinara e biscottini con vino zibibbo. Vino sfuso della casa e servizio espansivo. Sui 25 euro. Via Marziale, 5. Tel. 0639737015 (Balduina). Chiuso: sabato e domenica, aperto solo la sera.

Zampagna – Entri da Zampagna e ti lasci alle spalle mode e tic gastronomici per riscoprire il sapore pieno della tradizione romana, fedele a se stessa dopo oltre ottant’anni di attività. Tovaglie di carta, servizio senza tante cerimonie e menu che recita a voce classici come amatriciana, involtini al sugo, saltimbocca, oltre ai piatti canonici del calendario (gnocchi, trippa, baccalà ecc). Vino dei castelli sfuso o pochissime etichette. Spendi circa 20 euro. Via Ostiense, 179. Tel. 065742306 (Ostiense). Chiuso: domenica, aperto solo a pranzo.

PIZZERIE

Baffetto – Specialità romane dal forno a legna in tutte le variazioni per questa pizzeria istituzionale dove si fa la fila per un posto, ambitissimo, anche a costo di dividere il tavolo con altri avventori. La pizza Baffetto, riccamente farcita, vale un pasto completo, ma vai sul sicuro anche con la funghi e cipolla o la Margherita (4 euro, that’s incredible!). Camerieri “volanti” tra un tavolo e l’altro. Per un pugno di euro, al max 15. Via del Governo Vecchio, 114. Tel. 066861617 (Navona). Chiuso: mai, aperto solo la sera.

Da Francesco – Locale sempre affollato di “radical au caviar” ma anche di gente tranquilla. Ottima la pizza. Non ci crederete ma come birra hanno la “Poretti”, cioè una fabbrica di birra che sta a Ceccano e che produce birra per conto Tuborg, Carlsberg, ma costa parecchio di meno. Servizio veloce ed esperto. D’estate tavolini di fuori, dentro si sta stretti ma l’ambiente è familiare e buona l’aerazione. Il conto rigorosamente scritto sulla tovaglia di carta. Unico neo: mezz’ora per trovare parcheggio e altrettanti per aspettare il proprio turno, ma ne vale la pena. Parecchi negozi carini nelle vicinanze aperti anche la sera. Piazza del Fico, 29. Tel. 06 6864009 (Navona). Chiuso: martedì a pranzo.

Da Remo – Questo è il vero regno della pizza romana, nel cuore di Testaccio   (quindi affari vostri per il parcheggio!). Ottimi frittini e bruschette. Buone le pizze, prendi la Remo e non ti pentirai. Servizio celere, pochi odori in sala. Si spende poco e c’è sempre la fila per entrare. Chiuso la domenica. Piazza S. Maria Liberatrice, 44. Tel. 065746270 (Testaccio). Chiuso: domenica, aperto solo la sera.

Dar Filettaro – Qui sua maestà il filetto regna sovrano. Servizio gentile e spedito, ambiente tranquillo, tovaglie di carta, inevitabile odore di fritto e vai col baccalà! I prezzi vanno da 3€ per il mitico filetto fino a 10€ circa per la cenetta completa, con antipasto di pane burro e alici e puntarelle. Se ricordo bene hanno la Peroni alla spina e vino sciolto dei Castelli. Estate tavoli all’aperto con qualche turista data la vicinanza con Campo de’ Fiori. Difficile trovare posteggio, ma se vai sul Lungotevere hai qualche probabilità. Largo dei Librari, 88. Tel. 066864018 (Campo de’ Fiori). Chiuso: domenica

Dar Poeta – Se ti piace la pizza alla romana prima o poi dovrai capitare Dar Poeta (il grande poeta trasteverino G. G. Belli) per assaggiare una delle migliori tonde della città, cucinate in appetitose ed originali versioni (quella della casa, ad esempio è a base di ciauscolo, mozzarella, zucchine e peperoncino). In alternativa insalate, bruschette e calzoni, anche dolci. Ambiente allegro e casual in puro stile trasteverino. Te lo consiglio fortemente. Vicolo del Bologna, 46. Tel. 065880516 (Trastevere). Chiuso: mai, aperto solo la sera.

Ivo – Gettonatissima a Trastevere la pizzeria Ivo non delude mai con le sue pizze croccanti e sottili, anche in versione dolce come quella alla nutella. Buone la capricciosa, la gamberi e rughetta o la bufala e pachino, mentre tra le proposte più creative merita quella ai due caviali (rosso e nero). Esiste anche un ampio menu con buone paste e specialità romane varie. Camerieri solerti ti servono con mestiere e divertente senso dello humour. Prezzo 20 euro. Via San Francesco a Ripa, 158. Tel. 065817082 (Trastevere). Chiuso: martedì, aperto solo la sera.

La Montecarlo – Non mi potevo certo scordare this pizzeria molto frequentata e dotata di un servizio rapido. Tavoli assiepati, altro che privacy! Ottime pizze piccanti dal forno a legna e fritti, ho visto (ma non assaggiato) anche abbondanti piatti di carne. Buoni i dolci fatti in casa. 8-16. Parcheggio impossibile. Via dei Savelli, 12. Tel. 066861877 (Navona). Chiuso: lunedì

La Scala – Si trova a Piazza della Scala, vicino piazza Trilussa. Non è proprio una pizzeria ignorante, ma fa la pizza buona alla pala ed è una delle migliori in zona Trastevere. Due sale, int/est.  Servizio giovane. Da provare il tiramisù, davvero squisito. Difficile parcheggio. Piazza della Scala, 60. Tel. 065803763 (Trastevere). Chiuso: mai

L’Economica – Il nome è una garanzia per questa pizzeria di San Lorenzo molto amata dagli studenti squattrinati della vicina Università. Prezzi davvero onesti senza rinunciare alla qualità degli ingredienti e dell’impasto cucinato a puntino nel forno a legna, insieme ai crostini, alle bruschette e alle verdure grigliate. Non ti perdere la porchetta d’ariccia e le torte caserecce per cui fai volentieri la fila (non si accettano prenotazioni). Ambiente semplice e gioviale. Spendi 10/12 euro. Via Tiburtina, 44. Tel. 3356181970 (San Lorenzo). Chiuso: domenica.

Pepito’s – Locale tranquillo, forno a legna, una varietà di tipi di pizza, che tra  l’altro sono alte e piuttosto buone (basse alla romana o alte ad un prezzo leggermente maggiorato), insalate e crostini che secondo me sono i migliori di tutta Roma. Gustatevi le scamorzine impanate o i fiori di zucca (fatti  in casa e con la mozzarella grande quanto tutto il fiore). Il prezzo per qualche fritto, una pizza e una birra si aggira intorno ai 15 euro. Prenotano solo per gruppi consistenti. Via degli Stradivari, 19. Tel.065897649 (Testaccio). Chiuso: lunedì, aperto solo la sera.

Panattoni – Mitica pizzeria trasteverina, dal nome horror: tovaglia e tovaglioli di carta, tavolini di marmo uno attaccato all’altro (per questo è anche soprannominata “l’obitorio”), scordati una cena intima! Ottimo il filetto di baccalà portato su un piatto rigorosamente unto, nonché i fagioli all’uccelletto, al fiasco, con salsiccia e con cotiche. Gente simpatica gomito a gomito. Un must per chi ama la pizza romana fatta a legna (ci sono dai tre ai quattro pizzaioli italiani sempre all’opera). Metti in preventivo un 15 minuti per trovar parcheggio e poco più per l’attesa di un tavolo. In estate si mangia “al fresco”. Aperto fino a tardi, sui 15 euro o meno. Viale Trastevere, 53-59. Tel. 065800919 (Trastevere). Chiuso: mercoledì, aperto solo la sera.

(pubblicato su Aroma di marzo/aprile 2007)